Le Ong gettano la maschera: “Devono sbarcare tutti e subito in Italia”. Le navi dirigono su Catania
Le navi ong fanno pressione sull’Italia dirigendosi su Catania e chiedono di poter far sbarcare tutti i clandestini caricati per il Mediterraneo. E dove? Ovviamente in Italia, come sempre. Siamo di fronte a una pressione minacciosa alla quale il governo itaiano sembra non poter rispondere per molto. Tutta la siistra spalleggia le cosiddette organizzazioni umanitarie e preme per un ennesimo sbarco immediato di tutti, non solo i “fragili”, come correbbe il Viminale, ma tutti. Sono in tutto 35, e non 24 come appreso precedentemente, i clandestini rimasti a bordo della ong Sos Humanity 1 al porto di Catania, a conclusione delle ispezioni. Nel capoluogo etnei dunque sarebbero così sbarcati 144, uomini adulti, dei 179 migranti. Lo riferisce la stessa ong.
Clandestini, Salvini firma il divieto di rimanere nelle acque territoriali
Intanto la Geo Barents, la nave di ricerca e “soccorso” di Medici Senza Frontiere con a bordo 572 immigrati illegali, dovrebbe arrivare nel porto di Catania tra poco. Questa mattina, ha reso noto la ong, le autorità italiane hanno chiesto alla Geo Barents di entrare in porto a Catania per valutare casi di vulnerabilità a bordo. È stato firmato anche dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai colleghi di Interno e Difesa, il divieto alla Geo Barents di sostare nelle acque territoriali nazionali oltre il termine necessario. Ossia quello per le operazioni di soccorso e assistenza nei confronti delle persone che versino in condizioni emergenziali e in precarie condizioni di salute segnalate dalle competenti Autorità nazionali.
Tajani: ora basta, la Ue batta un colpo
A chi resta sulla nave sarà assicurata l’assistenza per l’uscita dalle acque territoriali. Sulla vicenda interviene il vice premier Antonio Tajani. ”Serve un patto a livello europeo per la gestione degli sbarchi e delle rotte dei migranti. Non solo quelle che insistono sul Mediterraneo, ma anche quelle dei Balcani e dell’Est Europa che interessano, oltre all’Italia, anche Stati membri come la Germania”. Lo ha detto Tajani, ministro degli Esteri in un’intervista al Messaggero, in vista del l vertice il 14 novembre con gli omologhi dei Paesi Ue. ”Il problema non è il singolo Stato: la Germania, la Norvegia o altri. È un problema di legittimità, di strategia, che non può essere a carico solo dell’Italia, della Grecia o della Spagna. È un tema che Bruxelles deve affrontare e risolvere in modo coordinato. La Ue deve battere un colpo, superando gli egoismi”.
Dobbiamo sapere chi sono queste persone
Al momento sulle imbarcazioni che premono sulle coste della Sicilia dice: ”Siamo d’accordo con il ministro dell’Interno Piantedosi. La priorità è accogliere i fragili, i malati, le donne, i bambini, le donne incinte. Non possiamo trasformare il Mediterraneo in un cimitero ma noi dobbiamo sapere chi c’è a bordo, da dove vengono, dove sono stati presi. La responsabilità è dei comandanti, sono loro a dover rispettare le regole. Non possiamo agire sugli Stati, ma su di loro sì. Come? Con l’intervento della magistratura laddove si configurasse un reato in acque italiane”.
Secondo Tajani serve poi ”Una serie di accordi con i Paesi da cui partono i migranti. Penso alla Libia, ma anche alla Tunisia, al Marocco, al Niger e tutto il Sahel. Il mercato degli esseri umani va fermato. Altra cosa è l’immigrazione regolare di chi viene in Italia per studiare o per lavorare. Per noi l’Africa è un interlocutore fondamentale: lì serve più Italia, più Europa. E servono anche missioni per la crescita e lo sviluppo economico del continente. Nel 2050 ci saranno 2,5 miliardi di africani: è un tema che va affrontato”.