Le sanzioni alla Russia ci costeranno parecchio. E Mosca non ne risente quanto noi
Ma queste sanzioni funzionano o fanno male solo a noi? Mentre l’Ue continua a “sostenere le decisioni sulle sanzioni” contro la Russia per la guerra in Ucraina “che abbiamo coordinato con i nostri alleati, dobbiamo anche essere onesti con i nostri cittadini: questa strategia non è gratis”. Lo sottolinea il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, in un discorso pronunciato al Peterson Institute for International Economics, a Washington D.C, negli Usa, trasmesso in diretta web. “La guerra e le sue conseguenze – continua – inclusi i round successivi di sanzioni che gli Usa e l’Ue hanno deciso contro la Russia, stanno esacerbando le pressioni su catene del valore già usurate. Ciò colpisce un certo numero di settori ed esercita anche una pressione al rialzo sui prezzi”.
Gentiloni: la strategia delle sanzioni ci costa
“Embarghi espliciti, divieti impliciti e ritiri volontari dal commercio stanno inevitabilmente avendo un impatto sugli scambi – prosegue -. Questo potrebbe rivelarsi particolarmente importante per alcuni Stati membri che hanno legami più forti con la Russia. Nei Paesi Baltici, per esempio, le esportazioni verso la Russia contano tra il 5% e l’8,5% dell’export totale, rispetto all’1,8% dell’Ue nel suo insieme”, conclude.
Gli Usa: attenzione alle sanzioni sul petrolio russo
Persino negli Usa si sono accorti quanto le sanzioni siano controproducenti. “L’Europa chiaramente deve ridurre la sua dipendenza dalla Russia per quanto riguarda l’energia, ma bisogna stare attenti quando pensiamo a un embargo completo europeo sulle importazione petrolifere”. E’ quanto ha detto il segretario al Tesoro americana, Janet Yellen. Spiegando che un embargo totale europeo potrebbe finire per essere controproducente, con l’aumento dei prezzi in Europa e nel resto del mondo, senza colpire in modo incisivo la Russia che continuerebbe a vendere, a prezzi più alti, a Paesi amici o neutrali. “Questo farebbe aumentare i prezzi globali del petrolio – ha detto ancora Yellen sempre delinando un ipotetico scenario di un embargo totale europeo – e questo avrebbe un impatto negativo sull’Europa e altre parti del mondo.
E la Russia ha degli effetti negativi molto ridotti
Per giunta, al contrario, potrebbe avere in realtà un effetto negativo molto ridotto per la Russia, che per quanto si troverà ad esportare di meno, venderà a prezzi più alti”. Yellen ha comunque sottolineato che “i proventi delle vendite di petrolio e gas sono un’importante fonte di introiti per la Russia. Sarebbe utile – ha aggiunto – trovare un modo per ridurre introiti da queste vendite”. “Questo sarebbe l’obiettivo vero dell’embargo – ha concluso – ma dobbiamo trovare un modo di farlo senza esporre l’intero globo ad un aumento del prezzo dell’energia, questo sarebbe l’ideale. E questo è quello a cui stiamo tutti cercando di pensare insieme”.
Il Cremlino: le sanzioni non ci toccano
Il Cremlino replica subito confermando i timori occidentali. “La Russia sta resistendo con successo alle sanzioni imposte dai Paesi occidentali”. Ad affermarlo è il vice primo ministro russo Dmitry Chernyshenko secondo quanto riferisce l’agenzia russa Tass. Il vicepremier Ha osservato che per garantire la sovranità tecnologica della Federazione Russa, servono “tecnologie, know-how e soluzioni scientifiche rivoluzionarie”. Il vicepremier ha ricordato che il governo ha prontamente risposto alla discriminazione e alle espulsioni di studenti russi che hanno studiato in università straniere. Il Governo, ha sottolineato, ha adottato dei provvedimenti per fare in modo che gli studenti russi espulsi dalle università straniere possano entrare nelle università russe.