Le tristi note del Silenzio sul Cpo di Ostia….

Cpo Ostia

Alla regione Lazio vogliono far suonare il Silenzio sul Cpo di Ostia. È una vergogna inaudita la decisione di portare un centro Covid-19 nell’ospedale che ospita disabili gravissimi. Deboli. Fragili. A rischio.

E’ una maledizione che si abbatte ancora una volta sulla struttura. Si ribella l’anima santa di Gennaro De Rosa, malato tra i malati e con un coraggio da leoni girato su quella barella per una vita. È incredulo, lassù, Teodoro Buontempo, che amava il Cpo e sputò sangue con tutti – anche con noi in regione – per farcelo rimettere a nuovo.

Cpo di Ostia, lo amarono Gennaro De Rosa e Teodoro Buontempo

E adesso arriva Zingaretti. Ovviamente pure Alessio D’Amato. E tutti quelli che stanno muti di fronte allo scandalo di decidere più la morte che la vita per gli ospiti di una struttura che andrebbe rimessa a nuovo, altro che coronavirus. Grazie ai consiglieri di Fratelli d’Italia, che invece non stanno zitti e anzi con Chiara Colosimo hanno chiesto la convocazione della commissione sanità regionale proprio al Cpo. E vediamo se può ospitare il centro Covid-19, ma non un organo del consiglio regionale…

Battaglia da Fdi: “Riuniamo lì’ la commissione sanità”. Lorenzin, ricordi il Cpo?

Ascoltate chi ci abita da quelle parti. Potete sentire Davide Bordoni, consigliere della Lega in Campidoglio. E magari sentire sottovoce l’ex ministro della salute Beatrice Lorenzin, anche lei di Ostia. Non abbiamo dubbi che rifletta sulla pazzia di chi governa la regione e la sua sanità.

Tutto questo per il capriccio di mettere posti letto qui e là, a casaccio. La regione si è intestardita nel no a qualunque recupero – persino minimo – del Forlanini, come ormai si invoca da più parti e come ha scritto anche la Raggi a Zingaretti, e invece punta a far male a chi ha già tante disgrazie di suo.

Ma possibile che non ci sia chi vi fa ragionare? Qualcuno con un po’ di sale in zucca che vi spieghi quanto sia deleterio mettere chi è positivo al coronavirus accanto – anche se isolato – a quei disabili in sedia a rotelle e non solo?

Non ci si capisce più nulla. Smantellano le sale operatorie negli ospedali pubblici per mandare la gente in clinica; collocano letti per la terapia intensiva in strutture private senza alcuna logica; e beffano gli ospiti sfortunati del Cpo.

Un manicomio. A Milano Bertolaso rischia del suo per lavorare sulla nuova Fiera da trasformare in ospedale in pochi giorni. A Roma si sprecano strutture che potrebbero essere riqualificate in tempi brevi – altro che gli anni di cui cianciano – ma rifiutano di farlo.

Intervenga il governo, se c’è un governo. Perché non vogliamo vedere uscire dal Cpo altre persone con i piedi in avanti. Perché è già successo troppe altre volte. Ci manca pure il coronavirus. Anche se non credete in niente, in questa regione Lazio, pregate Dio che non succeda nulla a quegli essere umani che chiedono all’umanità solo tanto amore. Rispettate quel dolore quotidiano che sopportano da una vita. Non aggiungere altro pericolo alla loro esistenza.

 

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