Lecce-Lazio 0 a 0, un punto e mille dubbi: i biancocelesti si spengono in Puglia e ora la classifica fa paura
Lecce, allo Stadio Ettore Giardiniero di Via del Mare finisce 0-0 tra Lecce e Lazio, ma il risultato non fotografa del tutto la tensione di una gara che, per i biancocelesti, doveva segnare la svolta. E invece no: altro passo corto, altra serata senza gol. Pochi lampi, tanti duelli spezzettati e la sensazione che la Lazio, quando deve “fare” la partita, finisca per mordersi la coda. Anche perché il Lecce, pur vivendo un momento delicatissimo, si prende un punto pesante per respirare.
La Lazio prova a spingere, ma manca il colpo
Nella ripresa i ragazzi di Sarri alzano i giri, guadagnano campo e costringono il Lecce a difendersi più basso. Ma la manovra resta spesso pulita solo fino ai 25 metri: poi mancano cattiveria, tempi d’inserimento e soprattutto una giocata risolutiva. Le statistiche “emotive” del match parlano chiaro: più corner e più pressione, ma poche vere scosse. E quando la Lazio prova a sfondare, trova sempre una maglia giallorossa a respingere.
Gli episodi: traversa, parate e tiri fuori misura
Il primo squillo vero, paradossalmente, lo lascia il Lecce: nel primo tempo arriva anche una traversa che fa tremare la Lazio e accende lo stadio.
Nel secondo tempo, invece, si rivede un po’ di calcio: Sottil costringe il portiere a un intervento vero al 74’, Cheddira prova a spaventare ma spara fuori al 70’, mentre Taylor all’89’ manca lo specchio nel momento in cui la partita poteva anche diventare sporca e cattiva.
Cambi e nervi: la partita si sporca nel finale
Sarri prova a rimescolare: Pellegrini per Lazzari, Isaksen per Cancellieri, mentre nel Lecce Morente prende il posto di Pierotti.
Nel finale piovono corner, qualche protesta e cartellini: Provstgaard ammonito, Tiago Gabriel pure nei minuti di recupero. È la fotografia di una partita che si spegne così com’era nata: senza vero ritmo, senza continuità, senza quella scintilla che trasforma un pareggio in un assalto finale credibile.
Classifica: Lazio ferma, l’Europa resta un miraggio
Il punto non basta a nessuno per sorridere davvero. La Lazio sale a 29 punti in 22 partite, restando impantanata a metà classifica: più vicina al mucchio che alle posizioni europee.
In alto, invece, il campionato corre: Inter davanti con 52 punti, Milan a 46, Napoli a 43 e Roma a 42 (con 21 gare). E il Lecce? Con questo pari si porta a 18 punti, sempre in piena zona calda.
Stato di forma: pochi gol e troppe frenate
Il problema della Lazio, oggi, è la continuità. Nelle ultime settimane sono arrivati segnali contraddittori: il 2-2 con la Fiorentina, il blitz 1-0 a Verona, poi il tonfo pesantissimo in casa contro il Como (0-3).
Lo 0-0 di Lecce conferma la tendenza: squadra più ordinata che brillante, più attenta a non perdere che davvero pronta a vincere. E con un attacco da 21 gol in 22 giornate, è inevitabile che ogni partita diventi una salita.
Il paragone con la Roma: stessa città, un altro passo
E qui il confronto con la Roma diventa inevitabile. I giallorossi sono quarti a 42 punti, hanno preso la loro identità e viaggiano con una solidità che alla Lazio, adesso, manca: numeri alla mano, la Roma ha anche una delle migliori difese (solo 12 gol subiti) e vive le partite con una sicurezza da squadra “grande”.
La Lazio, invece, sembra ancora in cerca di una faccia precisa: quando accelera non punge, quando controlla non domina. E in un campionato che corre, restare fermi è il modo più rapido per farsi superare.