Lecce-Roma 0-2, Ferguson e Dovbyk a segno: i giallorossi tornano a respirare
A Lecce, nel pomeriggio di martedì 6 gennaio 2026, la Roma interrompe la spirale di risultati a singhiozzo e si prende tre punti pesantissimi: 0-2 ai salentini, col marchio degli attaccanti. Dopo settimane di alti e bassi, la squadra giallorossa ritrova solidità e cinismo: due gol, zero panico, gestione lucida nei momenti in cui il Lecce prova a riaprirla. Una vittoria che vale più della semplice somma dei punti: perché rimette ordine nella testa, oltre che in classifica.
Ferguson, l’uomo giusto al minuto 14
Il gol che apre la partita è una cartolina di concretezza: Dybala accende, Ferguson controlla e scarica un destro che fulmina Falcone. È l’1-0 che cambia il copione e obbliga il Lecce a scoprire qualche metro, lasciando alla Roma spazi (pochi) da attaccare senza frenesia. Nel primo tempo i giallorossi sfiorano anche il raddoppio e vedono cancellato un 2-0 di Pisilli per fuorigioco: segnale che la squadra, almeno, produce e non vive di episodi isolati.
Il Lecce ci prova, ma l’occasione pesa
Nella ripresa la squadra di casa prova ad alzare i giri, spinta dagli strappi di N’Dri e da un paio di conclusioni dalla distanza. Il momento chiave, però, è al 59’: Pierotti si ritrova il pallone sul dischetto e “cicca” il tiro, complice un rimbalzo. È la chance che poteva riaprire tutto e invece lascia il Lecce col rimpianto e la Roma con la sensazione di poter aspettare il momento giusto per chiuderla, senza sfilacciarsi.
Corner, caos e colpo del KO: Dovbyk timbra
Quel momento arriva al 71’. Dalla bandierina la Roma costruisce il raddoppio: la palla arriva dove fa male e Dovbyk la trasforma nel 2-0 con un tocco ravvicinato che manda in frantumi l’inerzia del Lecce. Da lì in poi il Via del Mare si scalda più per le scintille che per le occasioni: qualche nervosismo, qualche spinta di troppo, ma la Roma non si scompone e porta a casa una vittoria di “mestiere”, con il cronometro come miglior alleato.
Cristante paga caro il giallo, poi la Roma controlla
Nel finale arriva anche l’episodio che pesa già sul prossimo turno: Cristante viene ammonito ed era diffidato, quindi salterà la prossima di campionato. Per il resto, è gestione pura: ritmo più basso, linee compatte, Celik attento nelle chiusure e la difesa precisa nel leggere le ripartenze. Il Lecce prova ad appoggiarsi a una conclusione di Stulic dal limite e a qualche accelerazione sulla destra, ma trova una Roma concentrata, che non concede il classico episodio capace di cambiare le serate.
L’infermeria bussa: Dovbyk ko e debutta un 2006
L’unica nota stonata della serata è fisica. Dovbyk, entrato e decisivo, alza bandiera bianca: nel finale chiede il cambio ed entra Alessandro Romano, classe 2006, all’esordio in Serie A. Un’immagine che racconta bene questo gennaio giallorosso: rotazioni forzate, giovani catapultati dentro e una squadra che deve imparare a vincere anche senza avere sempre tutto sotto controllo. Oggi, però, la risposta è stata netta.
Classifica provvisoria e paragone con la Lazio: derby “a distanza”
Con questo 0-2 la Roma guadagna ossigeno e si rimette nel gruppo che conta, migliorando la propria posizione nella classifica provvisoria e consolidando l’inerzia positiva. In parallelo, lo sguardo inevitabilmente cade sull’altra metà della città: la Lazio, che vive un cammino più discontinuo e, rispetto ai giallorossi, appare ancora alla ricerca di una continuità vera. Se la Roma oggi vince “da grande”, controllando e colpendo nei momenti giusti, i biancocelesti sembrano più spesso costretti a inseguire le partite e le proprie certezze. E nel derby che non si gioca, ma si misura ogni weekend, questa differenza pesa eccome.