Legami tra l’Unrwa e terroristi islamici: dipendenti avrebbero partecipato ai massacri

palestinese unrwa

L’intelligence israeliana ritiene che il 10 per cento dei 12mila dipendenti (noi sapevamo trentamila, ndr) dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi, sia legato a Hamas o alla Jihad Islamica. Lo scrive il Wall Street Journal spiegando di aver esaminato i rapporti dell’intelligence israeliana. Il dossier sostiene inoltre che sei dipendenti dell’Unrwa hanno partecipato all’assalto del 7 ottobre e due hanno contribuito a rapire ostaggi, tra cui il corpo di un soldato. Se fosse vero sarebbe gravissimo, tanto da richiedere lo sciogliemnto dell’Agenzia Onu e la restituzione di tutti i soldi di cui ha fin qui usufruito.

Israele chiede le dimissioni del capo dell’Unrwa

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha annunciato di aver annullato incontri previsti in settimana in Israele tra funzionari del dicastero e il capo dell’Unrwa, Philippe Lazzarini. “Ho appena cancellato gli incontri di mercoledì del capo dell’Unrwa con funzionari del ministero degli Esteri – ha scritto il ministro su X -. Dipendenti dell’Unrwa hanno partecipato al massacro del 7 ottobre” in Israele. E ha aggiunto: “Lazzarini dovrebbe trarre le conclusioni e dimettersi. Qui i sostenitori del terrorismo non sono i benvenuti”.

Persino la timida Ue chiede “verifiche”

L’Unione Europea “si aspetta che l’Unrwa accetti di effettuare un audit dell’Agenzia da parte di esperti esterni indipendenti nominati dall’Ue, che si concentri specificamente sui sistemi di controllo necessari a prevenire il possibile coinvolgimento del suo personale in attività terroristiche”. Lo comunica la Commissione, dopo le accuse formulate dal governo israeliano nei confronti dell’agenzia. L’Ue si attende “inoltre un rafforzamento del Dipartimento di Investigazioni Interne (Dios) dell’Unrwa, che è fondamentale in questo senso. Infine, dovrebbe essere avviata quanto prima una verifica di tutto il personale dell’Unrwa per confermare che non abbia partecipato agli attacchi”.

L’Ue è uno dei maggiori donatori di aiuti per lo sviluppo ai palestinesi

L’Ue “è uno dei maggiori donatori di aiuti umanitari e per lo sviluppo ai palestinesi di Gaza. Gli aiuti umanitari ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania continueranno senza sosta attraverso le organizzazioni partner. Attualmente non sono previsti finanziamenti aggiuntivi all’Unrwa fino alla fine di febbraio”. La Commissione Europea “determinerà le prossime decisioni sui finanziamenti per l’Unrwa alla luce delle gravissime accuse formulate il 24 gennaio relative al coinvolgimento del personale dell’Unrwa negli atroci attacchi del 7 ottobre. La Commissione esaminerà la questione alla luce dell’esito dell’indagine annunciata dalle Nazioni Unite e delle azioni che adotterà. Infine, la Commissione accoglie con favore le informazioni fornite dall’Unrwa e l’avvio dell’indagine”, conclude.

L’Unrwa e la sinistra chiedono di non interrompere il flusso del denaro

Ovviamente l’Unrwa chiede altri soldi e la sinistra la appoggia. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi  ha infatti dichiarato che non sarà in grado di continuare le operazioni a Gaza e in utta la regione oltre la fine di febbraio se i finanziamenti non verranno ripresi. Una serie di paesi, tra cui Italia, Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna, hanno sospeso i finanziamenti all’agenzia umanitaria in seguito alle accuse secondo cui 12 membri del personale dell’Unrwa sarebbero stati coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele. “Se i finanziamenti non verranno ripristinati, l’Unrwa non sarà in grado di continuare i suoi servizi e le sue operazioni in tutta la regione, inclusa Gaza, oltre la fine di febbraio”, ha detto un portavoce dell’agenzia.

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