Legge elettorale, Vannacci sprona la Meloni: “La partita non è finita, serve solo la volontà di vincerla. Voti il nostro emendamento sulle preferenze”

Vannacci

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Dopo la bocciatura delle preferenze per un solo voto, Roberto Vannacci rilancia la sfida con un video pubblicato da poco sui canali social di Futuro Nazionale e chiama direttamente in causa Giorgia Meloni: “La partita, sostiene il leader di Futuro Nazionale, non è ancora chiusa e la premier ha oggi la possibilità di sostenere un nuovo emendamento per introdurre preferenze senza alcun capolista bloccato.

Vannacci chiama Meloni: «Tiri fuori gli attributi»

«Dopo il disastro di ieri, Meloni oggi ha un’altra opportunità: far votare l’emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza alcun capolista bloccato», dichiara Vannacci.

Poi l’appello diretto alla presidente del Consiglio: «Venga in Aula, parli con i capigruppo di centrodestra, si scateni e tiri fuori gli attributi perché la partita non è ancora persa. Ci vuole solo la volontà per vincerla».

Ieri la sconfitta per un solo voto

Il riferimento è a quanto accaduto alla Camera: l’emendamento sulle preferenze presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc è stato respinto a scrutinio segreto con 187 voti favorevoli e 188 contrari. Il voto segreto era stato richiesto dalle opposizioni.

La proposta, peraltro, non cancellava completamente le liste bloccate: prevedeva un sistema misto, con un capolista già determinato e la possibilità di esprimere fino a tre preferenze sugli altri candidati. È proprio su questo punto che Futuro Nazionale prova ora a rilanciare, proponendo – secondo quanto annunciato da Vannacci – preferenze senza il paracadute del capolista bloccato.

«Chi sono gli inaffidabili?»

L’appello alla Meloni arriva dopo un altro durissimo intervento dello stesso Vannacci. «Chi sono gli inaffidabili? Chi è funzionale alla sinistra? Noi di Futuro Nazionale oppure i badogliani dell’alleanza di centrodestra che hanno sparato alla schiena del proprio schieramento con le munizioni fornite dalla sinistra?».

Il riferimento politico è al risultato maturato nel segreto dell’urna. Non è possibile stabilire chi abbia votato contro, ma il dato resta: la proposta è caduta per appena un voto, aprendo una ferita politica nella maggioranza.

Futuro Nazionale rilancia: preferenze senza capilista bloccati

Vannacci alza quindi ulteriormente la posta. «Come avete visto, nessuno vuole le preferenze: solo noi, Futuro Nazionale, siamo l’unica destra autentica», aveva attaccato.

Adesso la strategia cambia passo: non più soltanto denunciare quanto accaduto, ma sfidare direttamente Meloni a rimettere la questione al centro dell’Aula. Per Futuro Nazionale il banco di prova diventa così ancora più netto: preferenze vere, senza capilista blindati, e la possibilità per gli elettori di incidere direttamente sulla scelta dei parlamentari. È su questo terreno che Vannacci vuole misurare, ancora una volta, la reale volontà politica del centrodestra.