L’Euro digitale parte da Roma, Banca d’Italia all’incontro pubblico sul denaro del futuro: ecco dove e quando

La locandina dell'evento di Roma con Banca d'Italia

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L’euro digitale arriva a Roma come protagonista di un confronto pubblico, non ancora come moneta spendibile: il 25 settembre Banca d’Italia in via dello Scalo di San Lorenzo n. 10 ne discuterà durante la Rome Future Week, mettendo al centro il futuro dei pagamenti, la privacy e il rapporto fra tecnologia e denaro.

Il confronto nella Capitale

L’appuntamento romano porterà una questione apparentemente lontana dentro la vita quotidiana di milioni di persone. L’incontro sarà aperto dalla vicedirettrice generale di Banca d’Italia, Chiara Scotti, e proseguirà con una presentazione e una tavola rotonda insieme a rappresentanti del mercato dei pagamenti. Non sarà quindi l’annuncio del lancio dell’euro digitale, ma un’occasione per capire quale forma potrebbe assumere e quali esigenze dovrebbe rispettare. Roma Capitale

Non è Bitcoin e non cancella il contante

L’euro digitale non sarebbe una criptovaluta e non avrebbe un valore oscillante. Sarebbe moneta pubblica garantita dalla Banca centrale europea: un euro digitale varrebbe sempre esattamente un euro. Soprattutto, non sostituirebbe banconote e monete, ma si aggiungerebbe agli strumenti già disponibili. La BCE non ha ancora deciso di emetterlo: la prima eventuale introduzione viene indicata per il 2029, a condizione che sia completato il necessario percorso legislativo europeo. Banca centrale europea

Pagamenti anche senza connessione

Nella vita di tutti i giorni potrebbe essere utilizzato nei negozi, online oppure per inviare denaro a un’altra persona. Si potrebbe pagare attraverso uno smartphone o una carta, utilizzando un conto aperto presso una banca o un intermediario pubblico. La caratteristica più concreta sarebbe la possibilità di effettuare alcune operazioni anche senza collegamento a internet. I servizi essenziali, secondo il progetto europeo, dovrebbero essere gratuiti per i cittadini. Consiglio dell’Unione europea

La vera partita è la fiducia

Il punto decisivo resta la riservatezza. La BCE sostiene che, nei pagamenti online, i dati sarebbero trattati in modo da non permettere all’Eurosistema di collegare direttamente una transazione all’identità dell’utilizzatore. Nelle operazioni offline, i dettagli dovrebbero restare conosciuti soltanto da chi paga e da chi riceve il denaro. Banca centrale europea

Il confronto di Roma parte dunque da una domanda semplice ma enorme: chi controllerà le infrastrutture attraverso cui passerà il denaro europeo nei prossimi decenni? L’euro digitale non è ancora nei nostri portafogli, ma le regole che potrebbero farlo entrare nelle nostre vite si stanno scrivendo adesso.