Lezione di Ius Soli agli studenti: lo scandaloso indottrinamento del Comune di Bologna

Matteo Lepore, Bologna

Bologna sempre più rossa e sempre più ideologizzata. Dopo l’assurda abolizione della parola patriota da parte del sindaco Matteo Lepore, arriva l’ennesima pennellata rossa sulle attività del Comune. A farne le spese i ragazzi delle scuole medie bolognesi, costretti ad andare a lezione di Ius Soli.

Lunedì mattina il sindaco Matteo Lepore ha indottrinato ragazze e ragazzi delle classi seconde e terze secondarie di primo grado dell’Istituto Lipparini per imporre la propria idea di cittadinanza.

Si tratta del primo di una serie di incontri di “sensibilizzazione sulla cittadinanza organizzati dal Comune di Bologna insieme al Centro RiESco, con il coinvolgimento dei referenti intercultura delle scuole”, si legge nel comunicato della propaganda comunale.

 

Lezioni di ius soli iniziate a Bologna a novembre

“Oggi e per le prossime settimane – dichiara il sindaco Matteo Lepore – saremo nelle scuole di Bologna per confrontarci con gli studenti e le studentesse su temi fondamentali come quello della cittadinanza, su cosa significa essere cittadini a Bologna e per coinvolgerli nella vita della città. Un’occasione preziosa anche per metterci in ascolto, condividere con loro le esperienze, le difficoltà e qualche volta le sofferenze che tanti di loro affrontano ogni giorno”. Un ciclo di incontri che «conferma l’impegno del Comune di Bologna nel promuovere il diritto di cittadinanza per chi nasce o cresce nella nostra città ed è parte del percorso avviato a luglio scorso con l’inserimento nello Statuto del principio dello IUS SOLI e proseguito a novembre con la campagna di comunicazione “Bolognesi dal primo giorno” e l’evento per le scuole al Teatro Celebrazioni».

Contro la bislacca presa di posizione del sindaco Lepore, a proposito dell’abolizione della parola patriota, era intervenuto nei giorni scorsi anche Maurizio Gasparri.  “Ci sono vari modi per dimostrarsi, diciamo così, poco astuti. Il sindaco di Bologna Lepore conquista, in questa particolare graduatoria, la vetta con un largo distacco su chiunque altro. Clamorosa infatti è la decisione di abolire la dicitura ‘patriota’ dalla toponomastica, laddove questa qualifica fosse abbinata a protagonisti della storia recente. Evidentemente la parola dà fastidio al sindaco del PD di Bologna. Che con questa iniziativa si evidenzia – ha proseguito Gasparri nella nota – in modo particolare e probabilmente imbattibile, nella classifica degli ‘astuti’ del nostro tempo. Non vale nemmeno la pena di polemizzare con un atteggiamento del genere. Che suscita soltanto solidarietà umana e comprensione. Quando una persona è in queste condizioni ha bisogno di aiuto e di soccorso, più che di attacchi. Lepore ti aiuteremo a risollevarti da questa condizione. Ne hai bisogno”, aveva chiosato il senatore di Forza Italia

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