L’inflazione non si ferma: quasi il 10% in più per la spesa. Molti sul baratro della povertà
Sono l’energia elettrica e il gas mercato libero che producono l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (in parte mitigata dal rallentamento di quelli dei carburanti). Che, insieme con gli alimentari lavorati e i beni durevoli, spingono l’inflazione a un livello (+8,4%) che non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%). Lo rileva l’Istat a commento dei dati diffusi. Accelerano, così, l’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (+4,4%; non era così da maggio 1996 quando fu +4,7%). Poi, quella al netto dei soli beni energetici (+5,0%; non era così da febbraio 1996 quando fu +5,1%) e i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” (+9,6%; un aumento che non si osservava da giugno 1984, quando fu +9,7%).
Oltre tremila euro in più l’anno per le famiglie
I dati Istat sull’inflazione di agosto confermano l’allarme stangata lanciato dal Codacons. L’aumento di prezzi e tariffe avrà effetti disastrosi per l’economia italiana, con una riduzione del potere d’acquisto dei cittadini e una contrazione dei consumi. Lo dice l’associazione dei consumatori, commentando i numeri dell’Istat. A parità di consumi, e considerata la spesa totale annua delle famiglie residenti, il tasso di inflazione all’8,4% si traduce in una maggiore spesa pari a +2.580 euro annui per la famiglia “tipo”, che raggiunge i +3.352 euro annui per un nucleo con due figli – calcola il Codacons. Una inflazione che, tuttavia, non è “democratica”, visto che in alcune regioni raggiunge picchi elevatissimi, come nel caso del Trentino Alto Adige dove il tasso di crescita dei prezzi si è attestato ad agosto al 10,2%, contro il 7,3% del Piemonte.
L’inflazione diventa una vera e propria emergenza nazionale
“Siamo in presenza di una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull’economia e spingerà una fetta di popolazione verso la soglia di povertà – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Il Governo non può più perdere tempo, e deve intervenire con urgenza fissando il price cap sull’energia e tagliando l’Iva sui generi di prima necessità come gli alimentari, in modo da evitare il default per migliaia e migliaia di imprese e famiglie che non possono più affrontare costi insostenibili”.