L’invio delle bollette ogni mese costerà di più: e indovinate chi pagherà le spese? Non certo Arera
Il Codacons ha deciso di presentare un esposto affinché sia accertata la correttezza delle decisioni assunte dall’Autorità per l’energia e il gas. Lo afferma l’associazione commentando la decisione di Arera di autorizzare l’invio mensile delle bollette e di aggiornare le tariffe del gas non più trimestralmente ma ogni mese, finita al vaglio della Procura di Roma e dell’Antitrust. “L’invio delle bollette con frequenza mensile – si legge nella nota – sembra tesa a favorire unicamente le aziende energetiche garantendo loro liquidità, mentre i consumatori subiranno da tale misura pesanti danni. In primo luogo la cadenza mensile delle bollette comporterà degli ulteriori costi per le società di energia che inevitabilmente le stesse scaricheranno sui consumatori.
Arera non ha ritenuto di coinvolgere le associazioni consumatori
Ad esempio si raddoppia la spesa per la carta e per la spedizione delle bollette comportando così un aggravio per i consumatori. In secondo luogo si creeranno disparità tra utenti che ricevono la bolletta mensilmente e altri che la ricevono ogni bimestre. Conseguenze negative, poi, anche sul fronte della percezione della spesa e dei consumi da parte delle famiglie che subiranno una repentina modifica delle fatturazioni”. “Arera avrebbe dovuto, come dichiarato in un precedente comunicato diramato dalla stessa Autorità, coinvolgere le associazioni dei consumatori attraverso un tavolo emergenziale.
Una condotta di abuso d’ufficio?
E non già addivenire tout court ad una decisione lesiva per i consumatori senza interpello dei rappresentanti degli stessi”, prosegue il Codacons. “Sul tavolo di Procura e Antitrust anche le modifiche della periodicità degli aggiornamenti per le tariffe gas, che da ottobre passano da trimestrali a mensili”. La “contraddittorietà” delle delibere di Arera, afferma l’associazione di tutela dei consumatori, “oltre a produrre danni agli utenti, potrebbe potenzialmente integrare una condotta di abuso d’ufficio”.