L’Istat rassicura ma è un’illusione ottica: il carrello della spesa vola

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Vola il carrello della spesa, altro che storie. I dati dell’Istat sono falsamente rassicuranti ma non dicono la verità: la spesa è aumentata. “Balzano i prezzi al consumo nel carrello della spesa, dal latte (+3,1%) ai salumi (+3,5%), dalla verdura (+4,6%) alla frutta (+11,5%) fresche ma anche carne (+2,7%). In controtendenza con l’andamento generale che su base annua vedrebbe il Paese in deflazione (-0,2%)”. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sui dati Istat relativi all’inflazione a giugno che registra una spinta al rialzo dei prezzi del +2,3% per gli alimentari, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Il carrello della spesa sempre più caro

Nel carrello della spesa, evidenzia l’associazione, “si rilevano aumenti anche per il pesce surgelato (+3,5%), pasta (+3,3%), zucchero (+2,8%), acqua minerale (+1,8%), formaggi (+1,6%) e pane (+1,4%), spinti dagli sconvolgimenti della domanda di un mercato ancora lontano dal tornare alla normalità dopo il lockdown. A incidere sulle quotazioni – sottolinea la Coldiretti – sono le difficoltà in cui continua a versare la ristorazione, ancora alla prese con una difficile ripartenza”.

189 euro in più a famiglia

Ancora più severo il Codacons. “Vola a giugno il carrello della spesa, determinando un aggravio di spesa da +189 euro annui per una famiglia con due figli”. Lo afferma il Codacons, commentando i dati sull’inflazione diffusi dall’Istat. “La deflazione è a tutti gli effetti una illusione ottica determinata dall’andamento dei beni energetici – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Perché in realtà gli acquisti più frequenti delle famiglie subiscono un sensibile rincaro dei listini. Il carrello della spesa al +2,1% si traduce in un maggiore esborso per i soli acquisti di tutti i giorni pari a +189 euro su base annua.

E a incidere sulle tasche dei consumatori è soprattutto la voce alimentari, che a giugno cresce del +2,3%: tradotto in soldoni, per mangiare una famiglia con due figli spende oggi 172 euro in più rispetto allo scorso anno (+128 euro la famiglia ”tipo”)”. ”Il dato sulla deflazione non deve trarre in inganno, perché con la ripresa delle attività commerciali i consumatori stanno facendo i conti con una serie di rincari che riguardano i prodotti di maggior consumo e più frequentemente acquistati, quelli cioè che incidono maggiormente sui bilanci familiari”, conclude Rienzi.

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