Luca e Vittorio “ora sono in quell’angolo di cielo dove ci sono i martiri e gli eroi…”

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I feretri dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, morti in un attacco armato nella Repubblica democratica del Congo, sono entrati avvolti nel tricolore nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, per il funerale di Stato. A portare a spalla le bare gli uomini del XIII reggimento dei carabinieri in una Piazza della Repubblica immersa in un silenzio irreale ad eccezione della marcia funebre suonata dalla fanfara dei carabinieri. “Luca, Vittorio e Mustafa sono stati strappati da questo mondo dagli artigli di una violenza stupida e feroce che non porterà nessun giovamento ma solo altro dolore”, afferma il cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis, ricordando anche l’autista ucciso.

I funerali a piazza Esedra dei nostri due compatrioti

“Sono fidanzata con un carabiniere ora in missione in Iraq e amico di Vittorio Iacovacci, con il quale avevano condiviso un’esperienza di lavoro a Livorno. Anche io sono un ex militare e oggi sono qui per onorare la nostra bandiera e in nostri caduti che hanno pagato il prezzo più alto”. Lo dice Alessandra, 21 anni, che in piazza della Repubblica stringe il tricolore. Il suo fidanzato ha quattro anni in meno del collega e amico Vittorio, ucciso in Congo insieme all’ambasciatore italiano. “Come dice la canzone della Folgore – spiega Alessandra – sono ora là, in quell’angolo di cielo dove ci sono i santi i martiri e gli eroi”. Parla con voce tremante: “E dura essere qui – dice – ma mi rende orgogliosa per quello che i nostri concittadini e militari fanno ogni giorno nel mondo”.

Numerose testimonianze dei partecipanti alle esequie

“Sono qui perché partecipo al dolore delle famiglie dell’ambasciatore e del carabiniere uccisi. Da mamma di un militare dell’Esercito andato più volte in missione nei teatri più difficili, mi sono sentita inevitabilmente vicina alle mamme, soprattutto a quella di Vittorio”. Lo dice Carolina, anche lei in piazza della Repubblica. “So bene quanto potesse essere orgogliosa la mamma del carabiniere, pensandolo magari al sicuro. Quando loro partono, sono mesi in cui come mamma non vivi”. Un’altra testimonianza: “Sono i nostri morti e siamo venuti qui per piangerli”. Così Lorenzo, Chiara, Agnese, Lara, Diletta, Roberta venuti in piazza della Repubblica con il tricolore per rendere omaggio all’ambasciatore Attanasio e al carabiniere Iacovacci. Hanno tutti 19 e 20 anni, studenti fuori sede di giurisprudenza.

Un ricordo da Sonnino

“Sono venuta qui perché sono nata e cresciuta a Sonnino, il paese di Vittorio Iacovacci. Lo ricordo benissimo da piccolo, vivace, dispettoso, ma bravissimo. Che gran dolore oggi”. Lo racconta Franca all’Adnkronos. Anche lei è in piazza della Repubblica per manifestare la propria vicinanza. “Ormai vivo a Ciampino, proprio accanto all’aeroporto – aggiunge – Quando sono arrivati i feretri, mi sono arrampicata sul tetto per vedere. E’ stato un po’ come dargli un ultimo saluto”, racconta.

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