Luci da premio a piazza della Repubblica, ma conti al buio con 35 milioni di mutui: Roma cerca il partner elettrico post-Acea


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Roma riceve il premio conquistato dai nuovi progetti d’illuminazione realizzati con Areti, mentre la Giunta Gualtieri prepara 35 milioni di euro di mutui per ammodernare una rete entrata nella delicata fase successiva alla chiusura del vecchio contratto con Acea.

Tre primi premi per le luci di Roma

La notizia più recente è positiva. Roma ha conquistato tre primi premi nella categoria “Paesaggio in luce” del City’Scape Award 2026. Tra i progetti vincitori figura “I nuovi paesaggi urbani disegnati dalla luce”, che comprende piazza San Giovanni in Laterano e l’illuminazione dei palazzi Naiadi e Feltrinelli in piazza della Repubblica. (Inseriamo il comunicato stampa del Comune di Roma in formato scaricabile, alla fine di questo articolo).

Dietro la vetrina si accende il mutuo

Passata la cerimonia, però, resta aperto il capitolo più pesante. Con la deliberazione numero 16 del 22 gennaio 2026, la Giunta Gualtieri ha approvato il progetto da 35.015.587 euro per ammodernare, potenziare ed estendere gli impianti di illuminazione pubblica. Le risorse arriveranno interamente da nuovi prestiti: poco più di 5 milioni nel 2026, 10 milioni nel 2027 e 20 milioni nel 2028. Una scelta già portata alla luce dallinchiesta di 7Colli.

Acea esce dal vecchio contratto, Areti resta in campo

Il rapporto storico con Acea è stato risolto consensualmente con decorrenza dal 31 dicembre 2025, ma parlare di un addio già completato sarebbe inesatto. L’accordo stabilisce che, fino alla consegna degli impianti al nuovo operatore, il servizio prosegua alle precedenti condizioni.

La fase transitoria comprende gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria ed estensioni della rete. Acea resta titolare del rapporto e opera tramite Areti, società interamente controllata dal gruppo. Proprio Areti ha predisposto i progetti di fattibilità utilizzati dal Campidoglio per il piano finanziato a debito.

Dalle verifiche svolte da il Nuovo 7 Colli fino al 21 settembre incluso, sui portali pubblici consultabili del comune di Roma non ci risulta pubblicato il bando per individuare il nuovo gestore dell’illuminazione pubblica dopo Acea-Areti. Risultano singoli affidamenti e interventi sulla rete, ma non la gara generale annunciata dal Campidoglio.

Premio e mutuo non sono lo stesso progetto

Il collegamento politico tra premio e mutui esiste, quello finanziario diretto non è provato. I progetti premiati e il piano da 35 milioni appartengono alla medesima politica capitolina sull’illuminazione e vedono Acea-Areti come protagoniste tecniche.

Tuttavia, nell’elenco allegato alla delibera del mutuo non compaiono né piazza della Repubblica né piazza San Giovanni in Laterano. Quest’ultima, inoltre, rientra in una riqualificazione giubilare da 15 milioni di euro finanziata con risorse specifiche per il Giubileo. Non sarebbe quindi corretto sostenere che le opere premiate siano state pagate con quei 35 milioni.

La luce dei premi, l’ombra sui conti

In ogni caso, c’è un contrasto che la Giunta Gualtieri non può nascondere dietro una targa o un premio: Roma sa realizzare interventi luminosi di qualità, ma per affrontare le necessità diffuse della rete ricorre a nuovo indebitamento mentre il futuro gestore non è stato ancora individuato.

Acea e Areti, intanto, restano operative in regime transitorio, che comprende anche manutenzione ordinaria e straordinaria ed estensioni della rete, fino alla consegna degli impianti al soggetto che vincerà la futura gara.

Il Campidoglio racconti anche mutui e cantieri

La Giunta ha giustamente informato i cittadini dei primi premi conquistati da Roma. Dovrebbe mostrare la stessa puntualità anche quando si parla dei 35 milioni finanziati attraverso nuovi prestiti.

I romani hanno diritto di conoscere il cronoprogramma degli interventi, lo stato delle procedure, i cantieri effettivamente avviati e i criteri utilizzati per scegliere strade e quartieri.

Ma soprattutto devono sapere quanto dureranno i finanziamenti, quali interessi verranno applicati e quale sarà il costo complessivo dell’operazione.

La trasparenza non è una concessione

Comunicare soltanto i riconoscimenti e lasciare le informazioni economiche disperse tra delibere, allegati e bandi non basta. La trasparenza non è un favore concesso dall’amministrazione né una scelta da compiere quando la notizia è positiva: è un preciso dovere verso i cittadini. Il Campidoglio dovrebbe quindi pubblicare un quadro unico e facilmente comprensibile sul futuro dell’illuminazione pubblica, sulla gara per il nuovo gestore e sull’impiego di ogni euro preso in prestito.

Sul palco resta il premio; nei bilanci futuri rimangono 35 milioni di mutui da restituire, ai quali si aggiungeranno interessi il cui ammontare complessivo non risulta ancora chiaramente indicato negli atti esaminati. Una luce che Roma ha il dovere di accendere prima di tutte le altre.