L’Umberto I di Roma ristrutturato e ampliato, 1 miliardo dal Governo: ecco il progetto. Cantiere entro il 2027


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Roma, un maxi-intervento da un miliardo di euro punta a trasformare l’area dell’Umberto I in un nuovo polo ospedaliero-universitario: un ospedale di nuova generazione, il recupero del complesso storico, più verde e perfino una revisione della viabilità attorno a Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Il finanziamento indicato negli atti è collegato a un programma di investimento valutabile dall’INAIL, con decreto del Ministero della Salute, per un importo pari a 1.000.000.000 di euro.

Un miliardo sul tavolo: cosa si mette in moto adesso

La notizia “calda” non è solo la cifra, ma l’accelerazione della macchina: le istituzioni hanno formalizzato una collaborazione per arrivare, in tempi definiti, alla progettazione di fattibilità del nuovo ospedale e delle scelte urbanistiche collegate. In altre parole, si passa dalla visione al progetto “misurabile”: rilievi, indagini, documento guida e poi il progetto di fattibilità che serve per aprire la fase successiva.

Dove sarà il nuovo Umberto I e come cambia il quartiere

Il cuore del disegno è la rigenerazione dell’intero comparto tra viali e palazzi storici: non un semplice restyling, ma una riorganizzazione che mette insieme sanità, ricerca e città. Il Masterplan parla di integrazione del verde, di una nuova proporzione tra costruito e vegetazione e di due scelte destinate a far discutere: pedonalizzare Viale del Policlinico e razionalizzare il traffico su Viale dell’Università.

Tre “anime”: ospedale, università e servizi di supporto

La proposta ridisegna l’area come un sistema a tre blocchi: una parte dedicata a funzioni didattiche (con spazi legati alla facoltà di Medicina e anche student housing), una seconda per funzioni ospedaliere di supporto, e una terza occupata dal nuovo ospedale vero e proprio. L’ambizione dichiarata è creare una “città della salute, della conoscenza e della ricerca”, capace di tenere insieme assistenza, didattica e innovazione.

Restauro del complesso storico e nuove costruzioni: l’equilibrio delicato

Il punto chiave, in una struttura che è anche patrimonio architettonico, è l’equilibrio tra conservazione e trasformazione. La linea indicata negli atti è netta: il nuovo ospedale dovrà essere coerente con il recupero dell’intero complesso, mantenendo un disegno unitario. È previsto anche che alcuni fabbricati interferenti con la “sagoma” del nuovo edificio possano essere demoliti, con prescrizioni stringenti su aspetti architettonici e archeologici.

Chi paga davvero (e quanto pesa sul Comune)

Il documento individua un perno: Regione Lazio guida l’operazione e finanzia la progettazione di fattibilità, mentre Agenzia del demanio svolge il ruolo di stazione appaltante per arrivare al progetto. Per Roma Capitale, almeno in questa fase, la delibera è chiara: la firma dell’accordo non comporta oneri e “ad oggi” non risultano impegni di spesa per le attività previste.

Il cronoprogramma: 2026–2027 per chiudere la progettazione di fattibilità

La tabella di marcia allegata agli atti disegna un percorso che attraversa 2026 e 2027: prima il documento di indirizzo, poi gara e attività tecniche fino a una procedura di progettazione indicata in 15 mesi, con traguardo l’approvazione in sede di conferenza dei servizi e la consegna del progetto di fattibilità. È un passaggio decisivo, perché senza quel livello di progettazione non si apre la stagione operativa dei cantieri.