Ma perché Europa e Nato non armarono Budapest nel 1956 e Praga nel 1968? Che c’era di diverso?
Diciamoci la verità: nessuno, neanche a destra, si aspettava che Putin facesse una cosa del genere. Un’invasione proditoria, armata, contro uno Stato sovrano, l’Ucraina, provocandone le devastazioni che ogni giorno vediamo ai telegiornali. Sì, Putin ha spiazzato tutti, e soprattutto l’Europa, la Ue, che ancora non sa reagire a questa inaspettata catastrofe. Stati Uniti e Nato probabilmente se l’aspettavano e, ex post, possiamo affermare che non hanno fatto nulla per evitarlo, malgrado le avvisaglie ci fossero. Chi, come si dice, è proprio “caduto dal pero”, è stata proprio l’Europa, che adesso si affanna, e l’Italia con lei, a irrogare le inutili e dannose sanzioni – dannose soprattutto per noi – contro la Russia. Anche sul sequestro di beni mobili e immobili contro qualche privato cittadino, poi, giuridicamente ci sarebbe da dire.
Ora la sinistra si scopre guerrafondaia
Però, una cosa che non ci aspettavamo, è questa foga guerrafondaia della sinistra, che ha premuto, obbedendo ad americani e inglesi, per la fornitura di armi all’Ucraina. Affinché si possa difendere. Ma non ha dato loro l’unica cosa che avrebbe consentito davvero di difendersi dalle distruzioni che vediamo quotidianamente: gli aerei. Avendo i russi distrutto subito a terra quasi tutta l’aviazione militare ucraina, i cieli sono liberi per i Mig che bombardano tutte le città della sventurata Ucraina. Ha ragione Zelensky quando dice che l’Europa non ha coraggio? Forse sì, perché quando si prende una parte in causa, bisogna farlo sino in fondo, non con applausi e pacche sulle spalle. Non saranno quattro lanciarazzi e i giubbotti antiproiettile a fermare la poderosa Armata russa.
Perché non abbiamo dato le armi a quei Paesi invasi?
Ma la domanda è un’altra, e viene da lontano: perché l’Europa, che stava nascendo in quegli anni, e la Nato, che esisteva dal 1949, nel 1956 non hanno dato le armi all’Ungheria e, nel 1968, alla Cecoslovacchia? Cosa c’era di diverso? C’era una potenza imperialista che aveva invaso senza preavviso e con notevole spiegamento di forze due Stati sovrani riducendoli presto all’impotenza. Per chi non lo sapesse, Mosca in Cecoslovacchia ha usato un dispositivo militare spaventoso: 200mila soldati e decine di migliaia di tank. Inoltre la Cecoslovacchia è rimasta occupata militarmente dall’Urss fino al 1990, ossia alla vigilia della sua – dell’Urss – dissoluzione. Allora? Cosa c’era di diverso? Il numero dei morti? No, perché non si è mai saputo, neanche approssimativamente. Meno distruzioni? Forse, ma non troppe poi, a vedere le foto dell’epoca.
Per Ungheria e Cecoslovacchia il mondo rimase seduto
Però allora l’Europa racque, e il mondo rimase seduto. La sinistra, poi, quella che oggi sbraita contro Putin, allora faceva addirittura il tifo per i genitori di Putin, mentre schiacciavano brutalmente due Paesi che volevano essere liberi, due Primavere. Basterebbe questa riflessione per dare la cifra di una sinistra ipocrita, doppiopesista, cinica, opportunista, vigliacca, con la quale purtroppo ci dobbiamo ancora confrontare.
Chiudiamo queste riflessioni con l’auspicio del governatore ucraino della regione di Sumy: “”Dopo la vittoria bisogna costruire un vero muro alto 5 metri al confine con la Russia e una linea di difesa con la continua presenza dei militari per evitare un nuovo possibile attacco”. Che diranno i suoi amici della sinistra, che di muri non vogliono proprio sentir parlare? Anche se furono proprio loro a costruire il primo Muro della storia europea.