Ma quanto rideva Zingaretti sul coronavirus (video)

Zingaretti

Bella la vita, quando Zingaretti se la ride.

Il video – dalla pagina facebook Difendi Roma – è abbastanza eloquente e fa capire in maniera netta l’assoluta impreparazione dell’Italia solo poche settimane orsono, i primi di febbraio, all’arrivo del coronavirus.

Zingaretti rideva in tv

La trasmissione è l’Aria che tira, condotta da Myrta Merlino, che prima di rivolgersi al segretario del Pd, cita l’opinione appena manifestata da Roberto Burioni, virologo di fama, sull’impossibilità in quel momento,  di contagio in Italia.

Poi è il turno di Zingaretti. Che, anziché esprimersi con prudenza, trova da ridere sul tema e si mette a fare paragoni improbabili con la “semplice influenza”, mettendosi al solito a fare il propagandista della regione che presiede senza governarla.

Zingaretti, nella sua duplice veste di segretario e governatore, non dava ancora dello sciacallo a chi teme il virus. E rideva sottovalutando il problema.

Con l’influenza non si bloccano le città…

Di più: ribadiva più volte che la mortalità era molto minore all’influenza. Peccato però che di lì a questi giorni anche lui avrebbe scoperto, come qualunque cittadino italiano che però non fa il segretario di un partito di governo né il presidente di regione, quelli che sta avvenendo.

Città bloccate al nord, divieto di allontanamento dai luoghi del focolaio, vietate partite, messe. E raduni di ogni genere. Ma lui rideva, perché in quei giorni la maggioranza di governo si era data il compito di minimizzare, tacitare, ridurre il pericolo che stava per arrivare dalla Cina.

Ora non ride più, Zingaretti, ma nemmeno spiega che cosa intende fare nel Lazio, oltre che far esibire l’assessore alla sanità D’Amato nei suoi ridicoli “tutto a posto”.

Alla Pisana tutti i consiglieri mostrano preoccupazione per i cittadini. Ma non c’è traccia di dibattito sui provvedimenti da assumere. Magari ora Zingaretti ride – di nascosto – sulle sollecitazioni della minoranza.

🔴 Quando Zingaretti se la rideva con i suoi giornalisti vassalli…

Pubblicato da Difendi Roma su Lunedì 24 febbraio 2020