“Maestre” in chat, vergogna per l’orrore contro un bimbo autistico

Maestre chat

Altro che chat per quelle cosiddette maestre, la gogna ci vorrebbe. Perché per chi ama quelle educatrici che seguono i nostri figli e quelli di tutti, è davvero indecente sapere che alcune di loro erano diventate mostri di sadismo.

E vorremmo conoscerne i nomi, vedere le facce, gridare loro tutto il nostro disprezzo. Perché quanto rivelato dalla madre di un bimbo autistico sul trattamento riservato al figlio da una gruppo di maestre in una chat privata supera ogni possibile immaginazione.

Vogliamo sapere chi erano quelle “maestre” in chat

Chi insegna dona se stesso agli altri. E quando si tratta di far crescere in classe bimbi disabili – in questo caso autistici – c’è anche amore. Dovrebbe esserci.

Accade in una scuola di Roma est, in quei quartieroni popolari dove la vita è davvero un sacrificio quotidiano. Ma per la mamma di Luca – così dovrebbe chiamarsi il bambino di 6 anni – ancora di più. Perché è terribile scoprire che suo figlio è “cresciuto” da chi lo deride in maniera ignobile, tradendo così il proprio bellissimo mestiere. Ma che vergogna.

Scrivevano tra di loro in chat queste “maestre”: la famiglia di Luca aveva il Covid. Una delle insegnanti chiedeva “Lui è tornato a scuola? Almeno ci prepariamo all’evento” e l’insegnante di sostegno rispondeva “Hanno fatto il tampone ma sono ancora positivi, quindi la giornata comincia bene” con le faccette che ridevano in chiusura».

Il vomito non finisce. “Mi dispiace per loro, ma a noi ci dice bene” e poi in un’altra conversazione “non svegliate il cane che dorme, speriamo continui a dormire”». Siamo ai confini dell’odio. Indegne.

Quel bimbo autistico merita amore e non insulti

Non finisce qui, il resto ve lo risparmiamo. C’è da sperare che sia tutto inventato, che anche qui ci sia la disinformazione che fa tanto fine raccontare. Ma c’è una madre che ha denunciato tutto. E c’è un’associazione -“La battaglia di Andrea” – che la sostiene. Del caso si occuperà anche Chiara Colosimo, consigliere regionale del Lazio di Fdi.

La vicenda è arrivata anche all’attenzione del Ministro per le Disabilità, la leghista Erika Stefani: se le accuse fossero confermate, “saremmo di fronte a un clima inaccettabile e a comportamenti che offendono la persona, arrecando danni anche a coloro che ogni giorno lavorano nel mondo della scuola con dedizione, accompagnando gli alunni con disabilità nei percorsi di studio. Le parole sono importanti e hanno delle conseguenze perciò ci attendiamo chiarimenti sui fatti che, se confermati, comporterebbero provvedimenti esemplari”.

Giusto, ma fateci sapere presto chi ha compiuto azioni così orribili. Perché siamo davvero stufi. Sennò altro che maratone per l’autismo….

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