Manager a Roma? E un sindaco vero proprio no?

Sindaco vero

Serve un sindaco vero. E la destra romana ha le carte in regole per guidare la coalizione alla vittoria in Campidoglio. E va detto con grande fermezza, perché da giorni c’è chi punta a far litigare il centrodestra nella Capitale, prendendo spunto da dichiarazioni estrapolate dal contesto generale.

Ancora ieri ci è toccato leggere che si è persino alla ricerca di manager. Il che è certamente un nobile obiettivo, ma non bisogna mai dimenticare che Roma uscirà da un’amministrazione in cui è stata la politica la grande assente. E che la Capitale non è una municipalizzata. In Campidoglio ci vuole finalmente un’anima sociale.

Parlatevi e non sparlatevi

La discussione, la partecipazione, la decisione. Nulla di tutto questo ha riguardato il fantastico mondo di Virginia Raggi e davvero sarebbe sconsolante rifiutare di optare per scelte di amministratori capaci che possano offrire il meglio di sé.

Questa è una città che ha bisogno di punti di riferimento concreti. Personalità politiche che possano rappresentare la certezza che finalmente si comincia a fare sul serio dopo gli stralunati al potere. Sono arrivati nel posto sbagliato.

Serve un sindaco vero

Non sappiamo che cosa intenda fare il centrodestra per Roma. Sappiamo solo quello che non bisogna fare, a partire dal tiro al bersaglio contro i candidati. Ho letto del nome di Fabio Rampelli e subito il solito commento anonimo attribuito “a un dirigente della Lega”. “Fabio Rampelli è un politico di razza, uno di quelli che non ha mai smesso di essere prima di tutto un militante, un uomo del popolo, ma è troppo identitario. Con lui rischiamo di perdere se il centrosinistra schiera un nome forte“.

Roba da pazzi. Se hai a disposizione un “politico di razza” e tutto il resto, non dici che si rischia di perdere. Perché è ovvio che il centrosinistra schiererà comunque un nome forte, ma se il centrodestra stavolta va unito non ce ne sarà per nessuno. Vale per Rampelli o anche per altri candidati “politici”. Ma non sciupiamo per paura chi già si sa che sarebbe un sindaco vero? Scusate, ma quel “troppo identitario” fa sorridere. Sono proprio quelli senza identità che allontanano il popolo dalle istituzioni.

Il centrodestra deve solo decidersi e scegliere. E francamente non si capisce a che serva spendere giudizi su Tizio o su Caio senza alcun senso politico. Riunitevi e parlatevi. Non “sparlatevi”.

Non sappiamo chi voglia candidarsi tra i politici. E ce ne sono molti bravi, tra uomini e donne, anche tra gli eletti in Parlamento. Nessuno vincerà se non avrà dietro di sé la grande forza di una coalizione vincente. Se si ricominciano a tirare fuori i soliti nomi di manager la vedo dura. Fuori dalla politica, ci vuole una personalità di grande fascino. E i nomi che circolano nei retrobottega sono tutto tranne che carismatici. Occhio a non sbagliare.

 

 

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