Maratona di Roma 2026, record di iscritti: il presidente del Consiglio del Lazio Aurigemma correrà i 42 km


Contenuti dell'articolo

Con 36 mila iscritti, la Acea Run Rome The Marathon si conferma uno degli appuntamenti sportivi più significativi dell’anno. Alla presentazione ufficiale, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma ha scelto di dare un segnale politico e personale: non solo presenza istituzionale, ma partecipazione diretta alla gara.

Un record che parla di Roma

La Maratona di Roma si presenta quest’anno con un dato che da solo racconta la portata dell’evento: 36 mila iscritti, il numero più alto mai raggiunto dalla manifestazione. Un risultato che rafforza il profilo internazionale della Capitale e restituisce l’immagine di una città capace di attrarre sportivi, visitatori e attenzione mediatica da ogni parte del mondo. Non si tratta soltanto di una competizione podistica di rilievo, ma di un appuntamento che mette insieme organizzazione, promozione del territorio e capacità di accoglienza, proiettando Roma e il Lazio dentro una dimensione globale.

Il ruolo istituzionale di Aurigemma

Alla conferenza stampa di presentazione della Acea Run Rome The Marathon, tra i protagonisti c’è stato Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, che ha voluto sottolineare il valore strategico di una manifestazione di questa portata. Il suo intervento ha messo al centro un concetto chiaro: grandi eventi come questo non rappresentano soltanto un’occasione sportiva, ma diventano strumenti concreti di valorizzazione culturale, turistica ed economica. In questa chiave, la presenza di Aurigemma ha assunto un peso politico preciso, perché lega il sostegno delle istituzioni a una visione ampia del territorio.

Correre nella città simbolo

Nelle parole del presidente emerge l’idea di una maratona che va oltre la dimensione atletica. Il tracciato di 42,195 chilometri tra monumenti, scorci storici e luoghi simbolo della Capitale viene descritto come un percorso dentro l’identità stessa di Roma. È questa la forza della manifestazione: trasformare la gara in un’esperienza immersiva, in cui la fatica convive con la bellezza e lo sport diventa anche racconto urbano. La Maratona di Roma, in questo senso, continua a distinguersi perché offre agli atleti un contesto che nessun’altra città al mondo può replicare con la stessa intensità.

La scelta di mettersi in gioco

L’elemento più significativo annunciato da Aurigemma riguarda però la sua partecipazione diretta alla corsa. Una scelta che rompe il perimetro del ruolo formale e restituisce un’immagine diversa della rappresentanza istituzionale: non osservare da bordo campo, ma condividere la sfida insieme ai partecipanti. Il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha spiegato di voler vivere in prima persona l’emozione della maratona, entrando nella dimensione concreta del sacrificio, della disciplina e dello spirito collettivo che accompagnano ogni runner. Un messaggio che, sul piano politico, rafforza il legame tra istituzioni e comunità.

Sport, turismo e identità del Lazio

Nel suo intervento, Aurigemma ha richiamato anche il valore dello sport come leva di coesione sociale e promozione del patrimonio. È qui che la Maratona di Roma assume una funzione ancora più ampia: non soltanto evento agonistico, ma vetrina internazionale per la città e per l’intero Lazio. Migliaia di persone in arrivo, attenzione mediatica, ricadute sul turismo e sull’indotto rendono questa manifestazione un asset importante per il territorio. Il sostegno istituzionale, in questa prospettiva, non appare come un gesto rituale, ma come un investimento politico sulla qualità e sull’immagine della regione.

Un segnale per la Capitale

Il record di iscritti, la centralità di Roma nello scenario sportivo internazionale e la partecipazione personale di Antonello Aurigemma compongono così un quadro preciso: la maratona diventa simbolo di una città viva, competitiva e capace di unire sport, cultura e visione istituzionale. Il presidente del Consiglio regionale del Lazio ha scelto di esserci fino in fondo, portando la propria presenza oltre il protocollo. È anche da segnali come questo che passa il racconto di una Capitale che vuole tornare a essere, sempre di più, un punto di riferimento nel panorama dei grandi eventi.