Il gioco sporco della sinistra contro Matteo Salvini

Salvini sinistra

La sinistra sta giocando sporco contro Matteo Salvini e Mario Draghi rischia di cascarci in mezzo. Sono ossessionati dal Capitano.

Le manovre sono ormai evidenti e il giochino è quello di tentare di costruire una maggioranza “Ursula” – come quella che elesse la von der Leyen a Bruxelles – senza la Lega e andare avanti con un pezzo di Forza Italia al governo.

Sinistra ossessionata da Salvini

Lo scontro sul decreto Covid è solo un pretesto. Non è Salvini fuori posto, perché non ha calato sul tavolo argomenti estranei alla natura del governo voluto da Sergio Mattarella. I compiti di Draghi riguardano la salute, il lavoro, la ricostruzione dell’Italia con i fondi europei. Discutere di un decreto che non convince è tipico dei governi e delle loro maggioranze.

E’ invece Enrico Letta a sabotare ogni giorno l’esecutivo fingendo di difenderlo. Perché quando si pretende di far ingoiare ad un pezzo fondamentale della maggioranza una “priorità” chiamata legge Zan è evidente che si mette in discussione il cammino dell’esecutivo.

Se si spara alzo zero con la volontà di mettere nell’agenda di governo lo Ius soli, si mina il percorso di Draghi.

Poi, se ogni giorno si indicano come laceranti inesistenti tensioni tra Salvini e i suoi ministri, si vuole strozzare il bambino nella culla.

È evidente che il leader della Lega non starà al gioco. E a tutto pensa tranne che a mollare.

Il dovere di evitare una rotta sbagliata

Perché Salvini ha il dovere – ancora più che il diritto – di segnalare quando la rotta è sbagliata. Perché a farsi male è il Paese.

Prendete questa storia del coprifuoco. Ma che senso ha insistere ancora sulla chiusura notturna dell’Italia? Circola più gente di giorno o di notte? Il virus approfitta delle ore notturne per colpire alle spalle i suoi bersagli?

Il governo, partito bene, rischia di veder sminuita la sua credibilità insistendo su tesi che non convincono nessuno. E farebbe bene a fidarsi un po’ di più dei cittadini per evitare che siano loro a non nutrire più fiducia in Mario Draghi.

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