Maxi sequestro di cocaina tra Fiumicino e Dragoncello: quasi 7 chili nascosti in casa, arrestati madre e figlio

droga sequestrata

Da Fiumicino a Dragoncello, nel X Municipio di Roma. E madre e figlio finiti in manette, con quasi 7 chilogrammi di cocaina sequestrati. È questo il bilancio dell’operazione scattata ieri mattina da parte della Guardia di Finanza in un appartamento a Fiumicino, dove mamma e figlio nascondevano parte della droga.

Il primo blitz a Fiumicino, poi a Dragoncello: scoperto il deposito principale

Ieri mattina all’alba i Finanzieri del II Gruppo Ostia bussano alla porta di un’abitazione a Fiumicino. Dentro trovano circa 180 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, pronta per essere immessa sul mercato. Durante la perquisizione i militari trovano elementi che li portano a insospettirsi e che vengono analizzati sotto il coordinamento della Procura di Civitavecchia, guidata dal procuratore Alberto Liguori.

E poche ore dopo arriva la scoperta. Le Fiamme Gialle, affiancate dalle unità cinofile antidroga, estendono i controlli a un altro immobile, nella disponibilità di un familiare di madre e figlio, in zona Dragoncello, a Roma. Qui entrano in azione “Otto” e “Fata”, i cani antidroga della Guardia di Finanza. Grazie al loro fiuto i finanzieri vanno sul sicuro. Nascosti nell’abitazione saltano fuori oltre 6,5 chilogrammi di cocainaconfezionata in panetti. Un vero e proprio deposito, che porta il totale del sequestro a sfiorare i sette chili.

Madre e figlio in carcere: doppia Procura al lavoro

Al termine dell’operazione, per i due indagati scattano le manette. Su disposizione dei Pubblici Ministeri delle Procure di Civitavecchia e Roma, la donna e il figlio vengono trasferiti nelle case circondariali di Civitavecchia e Rebibbia. La cocaina sequestrata è stata affidata agli uffici competenti per le analisi di laboratorio e gli atti di rito. Adesso i finanzieri stanno ricostruendo i canali di approvvigionamento, la rete di distribuzione e la destinazione finale dello stupefacente, per capire se il deposito di Dragoncello fosse il centro di una filiera più ampia.