Meloni: dal 25 settembre basta soldi pubblici indiscriminati per salvare banche e imprese

meloni al meeting

Basta soldi ingiustificati a banche e imprese come in passato. “Negli ultimi anni quante volte si è sentito parlare di intervento dello Stato per salvare grande imprese private? In questo nefasto decennio di governi concepiti in laboratorio dal Pd, quante volte abbiamo visto lo Stato mettere le mani nelle tasche dei cittadini per salvare le banche – per esempio – dalla loro gestione allegra finalizzata a riempire di prestiti mai restituiti gli amici degli amici? Sia chiaro: è giusto che lo Stato tuteli il sistema produttivo e anche quello del credito”. Così Giorgia Meloni in un video sui social. “Entrambi sono sistemi indispensabili per la vita della nazione. Però quando lo Stato interviene a salvare o ad aiutare imprese con i soldi degli italiani, è il caso almeno di stabilire quali saranno le regole d’ingaggio.

Fino a quando si usufruisce dei soldi pubblici, stipendi limitati ai manager

Un’azienda in crisi ha bisogno di ricorrere alla cassa d’integrazione? Bene, ma da quel momento in poi – fin quando usufruisce dei fondi pubblici – lo stipendio dei manager e dei dirigenti di quella impresa deve essere allineato almeno al tetto esistente per i dirigenti pubblici. Ed è evidente, inoltre, che nell’anno successivo non ci potranno essere dividendi da spartire”. “La banca deve essere salvata con soldi pubblici? Stesso discorso, con l’aggiunta della clausola della trasparenza: i cittadini hanno il diritto di conoscere quali siano le imprese che beneficiano di prestiti molto generosi che poi non restituirono. Perché li sta coprendo con le sue tasse. A volte serve che lo Stato intervenga per aiutare banche e grandi imprese, ma a nessuno – con Fratelli d’Italia al Governo – si permetterà di continuare ad approfittarsene”.

Serve poi un sistema di borse di studio – ma serie – per i giovani

E parlando dei giovani e del lavoro al Meeting di Rimini, la Meloni aggiunge altro. “Noi non possiamo far finta di non vedere che ai tempi del Covid ai giovani si toglie praticamente tutto. In cambio lasciamo solo debiti che questi ragazzi dovranno ripagare ed è nostra responsabilità di restituire a questi ragazzi quello che si toglieva loro anche in termine di investimenti”. E poi sulla scuola. “La scuola è diventata una macchina di disuguaglianza. Noi abbiamo una scuola in cui chi ha maggiori possibilità familiari avrà migliori possibilità” mentre “uguaglianza e merito” devono andare insieme. “Concretamente cosa si può fare: serve un sistema serissimo di borse di studio che consenta a tutti di avere le stesse possibilità”.

Meloni: istituire una liceo del “Made in Italy”

“Penso anche che serva adeguare gli stipendi degli insegnanti alla media europea” e incentivare lo sport nelle scuole. “Io vorrei che il prossimo governo istituisse un liceo del Made in Italy”. Per valorizzare asset italiani e “trovare lavoro invece che ricorrere al reddito di cittadinanza”.