Mense scolastiche, Conte e Raggi ci hanno ridotto alla fame (video)

Il governo ci ha ridotto alla fame. E quel che è peggio ci ha tolto la nostra dignità. L’Italia secondo la nostra Costituzione è una Repubblica fondata sul lavoro. E noi chiediamo semplicemente di poter tornare a lavorare. Come facevamo fino alla fine di febbraio. Ma poi con l’emergenza coronavirus le scuole sono state chiuse e il nostro servizio è stato sospeso. Senza che nessuno si sia interessato al nostro destino. Questa la denuncia delle operatrici delle mense scolastiche, che sono letteralmente ridotte alla fame. Dopo due mesi nei quali non hanno mai lavorato. Ne’ percepito alcun ammortizzatore sociale. Perchè alcune aziende di ristorazione hanno pagato il FIS, il fondo di integrazione salariale. Ma moltissime altre si sono rivolte all’INPS per la impossibilità di far fronte direttamente alla situazione. E l’Istituto di previdenza sociale ancora non ha fatto vedere un euro a queste lavoratrici. Che spesso sono donne single o mamme separate. Con contratti da quindici ore settimanali. Che si interrompono il 10 giugno e ricominciano a settembre. Si tratta di oltre 20 mila persone a livello nazionale, ed oltre duemila nel Lazio. Che ora chiedono aiuto al premier Conte e alla sindaca Raggi. Ma per ora la risposta di comune e governo è stata solo un assordante silenzio.

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Vogliamo essere pagate e lavorare. La protesta delle lavoratrici delle mense scolastiche arriva a Conte e alla Raggi

Vogliamo lavorare ed essere pagate. È una questione di dignità, di rispetto per il nostro lavoro e la nostra professionalità. Siamo ferme da due mesi, e anche il  Fondo di integrazione salariale non è arrivato. Almeno nei casi in cui le aziende hanno delegato il pagamento all’INPS. Ecco la denuncia contenuta in un video pubblicato su Facebook fatto dalle operatrici delle mense scolastiche. Che adesso chiedono conto al governo di averle abbandonate. E tirano in ballo anche la sindaca di Roma Virginia Raggi, per le scuole materne e primarie di competenza comunale. Noi abbiamo un contratto di quindici ore a settimana, spiegano le lavoratrici. Non arriviamo a mille euro, e anche chi percepisce il FIS (Fondi di integrazione salariale ndr) alla fine prende una miseria. Ma la maggior parte di noi non ha più visto un euro dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Siamo molte mamme, spesso sole con mutui da pagare e figli da crescere. E siamo disperate. Ma non vogliamo perdere la nostra dignità, vogliamo solo che le istituzioni si ricordino di noi. E che venga trovata una soluzione. Il nostro contratto scade ogni anno il 10 giugno, e anche questo non è giusto. Poi veniamo richiamate in servizio a settembre. Quindi tra un mese non avremo assolutamente alcun sussidio. Vogliamo certezze, concludono le lavoratrici. Servono aiuti economici subito per tutta la nostra categoria. E poi sapere se da settembre si ricomincia. Conte e Raggi, ci avete abbandonate ma non piegate. E finché non avremo risposte continueremo a lottare per noi e per i nostri figli.

 

 

Noi della ristorazione scolastica di Roma vogliamo risposte e certezze dal governo italiano e dal comune di Roma

Pubblicato da Gisella Gio su Venerdì 8 maggio 2020

 

 

 

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