Mense scolastiche Roma, stop ai cibi ultraprocessati: cambia il menu per 150mila studenti. Coldiretti: “Scelta giusta per la salute”
Niente più cibi ultraprocessati nei piatti serviti ogni giorno agli studenti delle scuole di Roma. È una delle novità più rilevanti del nuovo bando per la ristorazione scolastica di Roma Capitale, un appalto da 766 milioni di euro destinato a incidere sull’alimentazione di circa 150mila bambini al giorno in 816 scuole e servizi educativi.
Una scelta che segna un cambio di rotta nella gestione delle mense scolastiche di Roma e che viene accolta con favore da Coldiretti Lazio, che da settimane chiedeva all’amministrazione capitolina di eliminare dagli istituti gli alimenti ultraformulati e ultraprocessati.
Mense scolastiche di Roma, cosa cambia con il nuovo bando
Il nuovo appalto, presentato dal sindaco Roberto Gualtieri insieme agli assessori competenti, avrà una durata di quattro anni e garantirà la preparazione di quasi 24 milioni di pasti all’anno. Tra i punti cardine del bando c’è proprio l’eliminazione dei prodotti ultraprocessati, sostituiti da un’alimentazione che punta maggiormente sulla qualità delle materie prime e sul consumo di alimenti freschi. Un principio che il sindaco aveva già anticipato nelle scorse settimane, sottolineando la necessità di favorire “più frutta fresca e meno merendine” nelle scuole della Capitale.
Una scelta che assume un peso ancora maggiore se si considera che Roma serve ogni giorno circa 150mila pasti agli studenti, numeri che rendono il servizio di ristorazione scolastica uno dei più grandi d’Europa.
La richiesta di Coldiretti Lazio accolta da Roma Capitale
La soddisfazione arriva anche da Coldiretti Lazio, che aveva scritto direttamente al sindaco Roberto Gualtieri chiedendo un cambio di passo nelle mense scolastiche.
Solo pochi giorni prima, Coldiretti Lazio aveva inviato una lettera al Campidoglio chiedendo di eliminare dalle mense gli alimenti ultraprocessati. Una richiesta che, ricorda l’associazione, era stata già accolta dal sindaco durante l’iniziativa “Campagna Amica per la Salute”, organizzata il 10 luglio al Policlinico Gemelli da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia nell’ambito del Patto per la Salute tra agricoltori e medici.
“Il nuovo bando per la ristorazione scolastica di Roma Capitale rappresenta un passo importante per la salute dei bambini e per la qualità del cibo servito nelle mense“, afferma il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. “Esprimiamo soddisfazione per un provvedimento che recepisce una richiesta che abbiamo sostenuto con determinazione: mettere al centro la salute dei bambini, escludendo cibi ultraformulati e ultraprocessati”.
Niente gare al massimo ribasso
Uno degli aspetti più apprezzati da Coldiretti riguarda la scelta di mantenere il costo del servizio a prezzo fisso, evitando il ricorso alle offerte al massimo ribasso. Secondo Granieri, la qualità dell’alimentazione non può essere oggetto di una competizione economica.
“Il costo del servizio rimane immutato perché non può esistere compromesso sulla qualità del cibo, meno che mai un compromesso economico“, sottolinea il presidente di Coldiretti Lazio. “Le mense scolastiche non possono diventare terreno di gare al ribasso. Parliamo dell’alimentazione dei bambini, della loro salute e della possibilità di costruire fin dalla scuola una vera cultura del cibo sano”.
“Roma può diventare un modello nazionale”
Per Coldiretti il nuovo bando rappresenta anche un’opportunità per valorizzare il territorio.
“Roma è il più grande Comune agricolo d’Italia e può diventare un modello nazionale anche nelle politiche del cibo“, conclude Granieri. “Questa scelta va nella direzione giusta: difendere la salute dei nostri figli, sostenere le filiere agricole del territorio, valorizzare la qualità e contrastare modelli alimentari basati su prodotti ultraprocessati e lontani dal cibo vero”.
Una presa di posizione netta che riporta al centro del dibattito un tema destinato a coinvolgere migliaia di famiglie romane: quello della qualità dei pasti serviti nelle scuole, sempre più considerata un investimento sulla salute e sull’educazione alimentare delle nuove generazioni.