Mercati di Roma, il conto nascosto del rilancio: 26,9 milioni di mutui sulle spalle dei romani per 30 anni

Il sindaco Roberto Gualtieri durante l’inaugurazione del mercato rionale Colli Aniene–Tiburtino Sud, riqualificato in viale Sacco e Vanzetti, il 17 maggio 2025

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I mercati rionali di Roma rinascono sotto l’amministrazione Gualtieri, con tanto di rilanci a mezzo stampa urbi et orbi, ma dietro i cantieri e i prossimi tagli del nastro emerge un conto pesante: 26.872.202 euro di stanziamenti risultano collegati all’accensione di prestiti e mutui, quindi a somme che Roma dovrà restituire nel tempo. Non significa che tutti questi mutui siano già stati materialmente incassati o spesi. Significa però che una parte consistente del rilancio annunciato viene costruita nello stesso modo: facendo ricorso al debito.

Dietro i 70 milioni spuntano i prestiti

Il presidente della Commissione Commercio, Andrea Alemanni, ha rivendicato «quasi 70 milioni» investiti nei mercati durante il mandato Gualtieri, in una intervista rilasciat oggi al Corriere della Sera (che alleghiamo alla fine di questo articolo).
Il Comune, però, non ha pubblicato un prospetto completo con tutti gli interventi, le fonti finanziarie e le somme effettivamente pagate.
Quindi ci ha pensato il Nuovo 7 Colli. Incrociando i Piani degli investimenti di Roma con i provvedimenti sui singoli mercati, emergono comunque quasi 27 milioni classificati come “accensione mutui e altri finanziamenti a medio-lungo termine”.

Da Sannio a Metronio, il conto cresce

La quota più rilevante riguarda il mercato Metronio: 12.510.728 di euro a carico di Roma risultano coperti attraverso l’accensione di prestiti.
Per via Sannio la quota comunale finanziata a debito è di 3.515.000 euro, ai quali si aggiungono 2.485.000 euro di risorse giubilari.
Seguono Colli Albani con 3.575.000 euro, via Orvieto con circa altri 3 milioni di euro di stanziamenti attuali a debito e Vespri Siciliani con altri 880.000 euro programmati.

I mutui concessi nero su bianco

Per una parte delle somme la prova è ancora più forte. La determinazione CQ/1084/2026 sul mercato Niccolini certifica che Cassa depositi e prestiti ha concesso un mutuo da 1.099.889,95 euro.
Due determinazioni sul mercato di Tor Sapienza documentano inoltre circa 299.411 euro tra lavori e progettazione, finanziati con prestiti CDP.
Il minimo direttamente sostenuto da atti di concessione nominativi raggiunge quindi 1.399.300 euro. Per gli altri interventi è certa la copertura a debito iscritta nei bilanci, ma non sempre è reperibile il singolo contratto di mutuo.

Una parte dei progetti era già nei bilanci del 2021

C’è poi un altro elemento che ridimensiona la narrazione politica. Colli Albani, via Sannio e via Orvieto comparivano già nel Piano degli investimenti approvato il 18 febbraio 2021, prima dell’insediamento di Gualtieri.
Complessivamente valevano 10.129.380 euro, tutti classificati come accensione di prestiti. L’attuale amministrazione può aver portato avanti, modificato e cantierizzato quelle opere, ma non può presentare tutta la programmazione finanziaria come nata durante il proprio mandato.

Mutui nuovi mentre si alleggeriscono le vecchie rate

Il paradosso è semplice: Roma finanzia diversi mercati con nuovo debito proprio mentre rinvia una parte delle rate dei mutui già esistenti. La Giunta Gualtieri difatti ha spostato al 2028 pagamenti per 52,8 milioni di euro di rate in corso do pagamento tra giungo 2026 e dicembre 2027 inclusi, alleggerendo i conti del 2026 e del 2027. Ma il debito non scompare: il rinvio costerà ai romani 14,6 milioni di interessi aggiuntivi, da pagare insieme alle 52,8 milioni di rate non pagate nel corso di 18 mesi. Oggi si liberano risorse; domani il conto sarà più pesante, mentre si accendono altri finanziamenti.

I dati provengono dalla delibera della Giunta capitolina n. 99 del 9 aprile 2026, richiamata nel precedente articolo del Nuovo 7 Colli.

Il taglio del nastro passa, il debito resta

I nuovi mercati possono rappresentare un miglioramento reale per commercianti e quartieri. Ma il prezzo non scompare dietro un’inaugurazione. Quasi 26,9 milioni risultano programmati attraverso nuovi prestiti, mentre soltanto 1,4 milioni sono stati rintracciati in atti che certificano espressamente la concessione CDP. Finché il Campidoglio non pubblicherà l’elenco analitico dei 70 milioni, con mutui, contributi, impegni e pagamenti, l’annuncio resterà incompleto. I mercati riapriranno; il conto, invece, continuerà a pesare sui bilanci di Roma negli anni successivi.

Le fonti ufficiali dei mutui

I dati provengono dal Piano degli investimenti 2022-2024, dal Piano 2024-2026 e dal Piano 2026-2028 di Roma Capitale. In questi documenti gli interventi sono associati alla voce «RE – Accensione di prestiti» o «Accensione mutui e altri finanziamenti a medio-lungo termine».

La concessione del mutuo Niccolini è attestata dalla determinazione dirigenziale CQ/1084/2026. I finanziamenti di Tor Sapienza risultano dalle determinazioni CF/2990/2024 e CF/1399/2025. La divisione delle risorse per Sannio e Metronio è confermata anche dal DPCM sul programma degli interventi giubilari aggiornato al 31 luglio 2025.