Roma, mercato dell’Esquilino: stretta sui negozi, 4mila confezioni di cibo sequestrato e una denuncia per droga
Roma, all’Esquilino, uno dei quartieri più osservati – e più discussi – di Roma, la Polizia Locale di Roma Capitale ha alzato il livello della presenza sul territorio con una task force dedicata e controlli “a tappeto” nelle attività commerciali. Il segnale è chiaro: presidiare un rione che vive di equilibrio delicato tra turismo, residenzialità, comunità straniere e pressione quotidiana su decoro e legalità. Il piano, predisposto dal Comando Generale, punta a colpire abusivismo e irregolarità, ma soprattutto a rafforzare un’idea di governo urbano visibile, misurabile, spendibile anche sul piano politico.
Ispezioni capillari, sanzioni e merce bloccata
L’operazione – condotta da unità del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) e del I Gruppo Centro Storico – ha portato a sanzioni complessive per oltre 10mila euro. Il bilancio parla di diverse migliaia di capi d’abbigliamento sequestrati e di prodotti alimentari privi di tracciabilità o conservati in condizioni giudicate inadeguate. Non è solo una questione di regole: in una zona ad alta densità commerciale, la qualità dei controlli incide sulla fiducia dei consumatori e sul lavoro di chi rispetta le norme. Per due esercizi – parrucchieri per uomo – sono scattate diffide e ulteriori accertamenti ancora in corso.
La frontiera della sicurezza passa anche dal piatto
La parte più sensibile, in termini di tutela dei cittadini, riguarda l’igiene e la sicurezza alimentare. Le irregolarità riscontrate in alcuni locali di somministrazione e di vicinato hanno richiesto l’intervento della ASL competente. Il risultato è stato il sequestro e la distruzione di oltre 50 chilogrammi di alimenti mal conservati. In un minimarket sono state sequestrate più di 4.000 confezioni di prodotti alimentari prive delle indicazioni sulla provenienza e della traduzione in italiano, requisito obbligatorio. È la fotografia di un mercato che corre veloce, ma che senza controlli rischia di scaricare i costi sulla salute pubblica.
Etichette, trasparenza e concorrenza leale
Non solo cibo: anche il comparto moda finisce sotto la lente. In un negozio di abbigliamento sono stati sequestrati oltre 3.000 articoli femminili privi dell’etichettatura obbligatoria sulla composizione dei tessuti e sulle indicazioni merceologiche. Dietro un cartellino mancante c’è un punto politico cruciale: la concorrenza leale. Se la legalità diventa opzionale, a pagare non è soltanto il consumatore, ma anche l’intero tessuto commerciale che opera in regola e subisce dumping di fatto.
Il “controllo del territorio” e la denuncia per spaccio
Nel corso della giornata, l’azione si è estesa anche alla strada. In via Principe Amedeo una pattuglia del GSSU ha fermato un uomo trovato con oltre 20 grammi di sostanza stupefacente, oltre a circa 550 euro in contanti. Portato negli uffici per l’identificazione, il 38enne senegalese è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio e per falsa attestazione a pubblico ufficiale. Un episodio che, nel racconto del quartiere, si intreccia con la domanda più ampia: quanta presenza istituzionale serve per evitare che le aree più esposte diventino terreno di rendita per l’illegalità minuta e organizzata?