Meteo Lazio fino alla Befana: tanta pioggia e vento su Roma (ma non solo). Le date “critiche” da segnare
Dopo l’avvio d’anno con minime rigide e brinate nelle vallate, il Lazio entra in una fase diversa: più mite sì, ma anche più instabile. I segnali sono quelli tipici del passaggio a correnti sud-occidentali: aumento della nuvolosità, più umidità e precipitazioni che dal Tirreno possono risalire verso la Capitale e l’entroterra. Non è il classico “freddo pulito” da cielo sereno: è un copione da ombrello facile e strade più insidiose nelle ore notturne.
Venerdì 2 gennaio: piogge in arrivo e vento in rinforzo
Il primo snodo vero è venerdì 2: su Roma sono attese piogge (anche deboli ma diffuse) e un rialzo delle temperature massime fino a valori miti per la stagione. Ma non è solo questione di pioggia: lungo le coste laziali e sui tratti esposti il vento può aumentare, con mari mossi e possibili disagi tra litorale e viabilità più vulnerabile alle raffiche. Chi deve mettersi in viaggio, soprattutto verso la costa, farebbe bene a tenere d’occhio l’evoluzione ora per ora.
Weekend 3-4: instabilità a singhiozzo, rovesci più insistenti
Tra sabato 3 e domenica 4 la situazione resta movimentata. A Roma, il sabato rischia di essere una giornata “a macchia di leopardo”, con rovesci intermittenti e pause asciutte, mentre domenica tende a diventare più piovosa e continua. Nelle aree interne, invece, l’instabilità può risultare più marcata, con scrosci anche intensi e accumuli più importanti. Tradotto: attenzione ai sottopassi, alle zone depresse e alle strade secondarie, dove l’acqua ristagna più facilmente.
Lunedì 5: non è finita, ma inizia a rientrare l’aria più fresca
Lunedì 5 non rappresenta un vero “reset”: i rovesci restano possibili, ma con una tendenza a temperature in calo, soprattutto nelle minime. Sulla Capitale la discesa notturna si fa più sensibile, riportando il termometro verso valori più invernali. È il classico giorno in cui, dopo piogge e vento, ci si illude di vedere schiarite stabili: in realtà il quadro resta mobile e la sensazione termica può scendere rapidamente appena cala il sole.
Befana (martedì 6): ombrello quasi obbligatorio e clima più freddo
Il 6 gennaio rischia di essere la giornata più “scomoda” per chi si muove: su Roma viene visto un nuovo passaggio piovoso, con massime più basse e minime prossime ai valori tipici dell’inverno. Nell’entroterra la musica cambia ancora: nelle conche e nelle vallate, dove il freddo “si deposita”, si può tornare vicini allo zero. In pratica: più umidità + più freddo = maggiore rischio di strade vischiose nelle prime ore del mattino.
Neve? Sì, ma soprattutto in quota: ecco dove può tornare protagonista
Chi spera nella neve “a bassa quota” dovrà probabilmente guardare in alto. Lo scenario più probabile è quello di nevicate concentrate sui rilievi appenninici, con quota neve mediamente alta nelle fasi più miti e umide. Questo significa che i fiocchi sono più verosimili in montagna, mentre in pianura il rischio principale resta un altro: pioggia, raffiche e poi nottate fredde capaci di trasformare l’acqua residua in ghiaccio, soprattutto su tratti in ombra e strade interne.