Meteo Roma, “bomba d’acqua” e vento da tempesta: allerta arancione nel Lazio e 100 interventi. Ecco quando finisce
Una perturbazione atlantica ha colpito Roma e provincia con rovesci intensi e vento forte, in un contesto di allerta arancione su parte del Lazio. Il risultato, sul terreno, è una sequenza di allagamenti, caduta di alberi e interventi di soccorso che fotografano una giornata meteorologicamente “politica”. Nel senso più crudo del termine: quando l’atmosfera decide, il territorio esegue.
La regia del maltempo: non un acquazzone, ma una fase perturbata
Non è il classico temporale di passaggio. Il Dipartimento della Protezione Civile descrive l’ingresso di una perturbazione atlantica capace di innescare piogge diffuse, a tratti a carattere di rovescio o temporale, con possibili raffiche di vento e attività elettrica. Tradotto: nuclei intensi, discontinui, ma localmente molto impattanti. Soprattutto dove i suoli sono già prossimi alla saturazione e la rete di drenaggio urbana va in stress.
Allerta arancione: cosa significa davvero per Roma e dintorni
Il punto chiave è la geografia del rischio. Nei bollettini nazionali e regionali, l’allerta arancione riguarda in particolare i Bacini Costieri Sud (criticità idraulica moderata), mentre su altre zone del Lazio — inclusi i Bacini di Roma, l’area dell’Aniene e il medio Tevere — domina una criticità “ordinaria” (gialla) su più scenari. In pratica: non serve l’eccezionalità ovunque, basta un episodio intenso nel posto sbagliato per generare emergenza locale.
Cronaca meteo: quando il vento diventa “danno”
È qui che il comunicato operativo prende corpo. Dalla mezzanotte del 6 febbraio, secondo quanto riferito dal Comando, sono stati oltre 100 gli interventi completati: allagamenti di abitazioni, cantine e negozi, danni strutturali, alberi e rami pericolosi. Emblematico l’intervento delle 6:11 a Fiano Romano, dove il vento ha scoperchiato il tetto di una palazzina, richiedendo la messa in sicurezza con squadre e assetti specializzati.
Le prossime ore: instabilità “a macchia di leopardo”
Sul Lazio, lo scenario resta quello di instabilità locale: nubi in aumento e piogge sparse sul litorale, fenomeni più irregolari sulle aree interne, con possibili temporali sui rilievi. In parallelo, il bollettino nazionale segnala precipitazioni anche moderate o puntualmente elevate su settori tirrenici del centro Italia, e una ventilazione sostenuta che tende ad attenuarsi in serata. È la combinazione (pioggia + vento) a moltiplicare i problemi: alberi stressati, oggetti esposti, coperture vulnerabili.
Raffiche e sottopassi: i due “avversari” più sottovalutati
Le analisi dei previsori mettono l’accento sul vento: su Roma sono attese fasi con raffiche oltre i 50 km/h, soprattutto tra notte e mattina, un livello sufficiente — in contesti urbani — a trasformare rami, lamiere e cartellonistica in criticità. L’altra variabile è la risposta idraulica: sottopassi, strade in pendenza, zone depresse e cantine sono i primi “indicatori” di collasso della rete di smaltimento. Non a caso, tra le chiamate ci sono anche persone rimaste bloccate in casa o in auto dall’acqua.
Weekend senza tregua? La tendenza che va monitorata
Chi cerca la “fine della crisi” deve guardare oltre l’episodio: la circolazione resta mobile e il fine settimana viene descritto come ancora perturbato, con ulteriori passaggi instabili e venti sostenuti, specie sul Tirreno e al Centro-Sud. In altre parole: può esserci una pausa, ma non è detto che sia un armistizio. La prudenza più efficace è informativa: seguire gli aggiornamenti ufficiali, evitare spostamenti non necessari nelle ore di picco e mettere in sicurezza ciò che il vento può trasformare in pericolo.