Metodo Boldrini al Tg3: chiamano la Cartabia la “Guardasigilla” (video)

Guardasigilla

La “Guardasigilla”Cartabia, proprio così: l’ultima deriva del politicamente corretto e del “linguaggio di genere” va in onda sul Tg3 guidato dalla direttrice Simona Sala. Una roba che neanche nelle fantasie più sfrenate della Boldrini e di Michela Murgia sarebbe stata concepibile. Ebbene, è tutto vero, come documentato dai due video che alleghiamo, presi dal sito Vigilanzatv.

Come spiega oggi il sito diretto da Marco Zonetti, «il Ministro della Giustizia in Italia viene anche chiamato in gergo “il Guardasigilli“, poiché la sua carica deriva dall’antico “gran cancelliere” che aveva in custodia i sigilli del sovrano o dello Stato sorvegliandone l’esatta apposizione.
Nel caso in cui la carica di Ministro della Giustizia venga ricoperta da una donna, come attualmente da Marta Cartabia, “il Guardasigilli” diventa dunque “la Guardasigilli”, cambiando solo il genere dell’articolo che precede il termine, visto che “sigilli” al plurale resta invariato».
«Forse in un troppo solerte omaggio al politically correct e alla gender equality – scrive Vigilanzatv – per riferirsi a Marta Cartabia, la giornalista e mezzobusto del Tg3 Valentina Antonello utilizza invece nel notiziario l’errata e cacofonica espressione “Guardasigilla”. Tale espressione, proferita per esempio dalla Antonello nell’edizione del Tg3 delle 19.00 il 3 febbraio 2022, e stigmatizzata da molti utenti in rete, è stata da lei ripetuta anche nell’edizione delle 19.00 del 7 febbraio 2022. Quindi non si tratta di un lapsus. Al Tg3 nessuno controlla? Evidentemente no. Ci auguriamo che l’espressione erroneamente declinata al femminile non derivi da una volontà della direttrice del Tg3 Simona Sala, perché sarebbe ancor più grave, se possibile».

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