Metodo Macron: rispedisce i migranti in Siria nel silenzio della sinistra

esempio Macron

Sui migranti chiamatelo metodo Macron: la Francia ha infatti effettuato “tentativi scandalosi e illegali” di espulsione di migranti verso la Siria: è quanto denunciano diverse Ong invocando un “chiarimento” da parte del governo di Parigi su pratiche ritenute contrarie al diritto internazionale.

La denuncia sul metodo Macron da parte delle Ong

Questi due tentativi risalgono a ottobre 2022, quando due prefetture locali – Haute-Garonne (sud-ovest) e Parigi – hanno avviato “procedure con l’ambasciata della Siria in Francia”, malgrado le relazioni tra i due Paesi “siano ufficialmente interrotte da marzo 2012”, deplorano Amnesty international, La Cimade e Revivre, puntando il dito contro procedure “scandalose e illegali per il diritto internazionale”. Quindi l’appello “al governo a chiarire la sua posizione rammentando alle prefetture gli obblighi internazionali della Francia che vietano in modo assoluto il rinvio di una persona in un Paese in cui rischia la morte, la tortura o altri maltrattamenti”. Anche se i due individui coinvolti sono state infine liberati dalla giustizia, il semplice fatto di avere avviato la procedura piazzandoli in centri di detenzione amministrativa rappresenta una violazione “delle regole internazionali ed europee”, accusano le Ong, secondo cui è stato solo il rifiuto dell’ambasciata siriana di concedere loro un lasciapassare che ha “impedito l”espulsione”. Interpellate dall’agenzia France Presse, fonti del ministero dell’Interno di Parigi rispondono che “non c’è stata alcuna espulsione verso la Siria”, senza tuttavia commentare i due casi specifici denunciati dalle organizzazioni non governative.

Il metodo Macron, ignorato dai media, va in parallelo con le situazioni esplosive nelle banlieu francesi, dove gli immigrati sono pressoché la totalità. L’ultima guerriglia è avvenuta nella notte di Capodanno. Un bilancio da bollettino di guerra.

Nelle banlieu francesi situazione esplosiva: il bollettino di guerra di Capodanno

Il numero di auto bruciate la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio si attesta a 690, in calo del 21% rispetto al capodanno precedente. In occasione del capodanno 2020 erano state 1.316. Lo rende noto il ministero dell’Interno francese in un comunicato.

“Non si sono registrati incidenti importanti” in Francia, ha spiegato il ministro dell’Interno, Gérald Darmain. Ci sono stati tuttavia 490 fermi, l’11% in più rispetto al capodanno 2022 (421 arresti). Le persone arrestate “volevano utilizzare mortai per sparare fuochi d’artificio sulle forze dell’ordine o bruciare auto”, ha sottolineato Darmanin.

 

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