Metro A, la chiusura di 10 stazioni annunciata dalla Giunta Gualtieri salta il calendario: i romani aspettano ancora il cronoprogramma “VERO”

Assessore Patanè

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I lavori di ristrutturazione su dieci stazioni della Metro A che l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè aveva annunciato ‘urbi et orbi’ – a mezzo stampa – tra giugno e luglio 2026 non sono partiti nei tempi indicati e, ad oggi 31 agosto, i pendolari aspettano ancora un cronoprogramma pubblico con date, ordine dei cantieri ed eventuali chiusure.

Il Campidoglio aveva indicato una tabella di marcia precisa; l’estate 2026 è quasi finita e quella scansione non si è materializzata. Inseriamo le dichiarazioni integrali con l’articolo dell’Agenzia stampa in formato scaricabile alla fine di questo articolo.

Patanè aveva detto: lavori tra giugno e luglio

Il 12 dicembre 2025 l’assessore Patanè annunciò che le prime dieci stazioni da riqualificare sarebbero state divise in due lotti da cinque e che “i lavori inizieranno tra giugno e luglio 2026 e termineranno entro dicembre 2026”. Disse anche che molte fermate avrebbero avuto bisogno di periodi di chiusura, distribuiti per evitare una serrata contemporanea.

Oggi è 31 agosto 2026 e ATAC non ha ancora pubblicato un calendario operativo con date, ordine delle stazioni ed eventuali stop. La previsione più recente circolata sulla stampa sposta l’avvio all’autunno, ma manca ancora un piano pubblico dettagliato.

Le dieci fermate sono certe, le date no

Le stazioni compaiono negli atti ATAC dell’intervento giubilare 101: Ponte Lungo, Furio Camillo, Colli Albani, Arco di Travertino, Porta Furba-Quadraro, Numidio Quadrato, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Subaugusta e Cinecittà. Dieci fermate consecutive lungo uno degli assi più utilizzati della linea A.

La certezza riguarda i lavori, non la chiusura di tutte e dieci. Alcune attività possono essere svolte con la stazione aperta, altre richiedono stop ‘temporanei’, come accaduto a Lepanto. Proprio per questo i pendolari chiedono date vere, utili per organizzare lavoro, scuola e spostamenti.

Il primo cronoprogramma era ancora più ambizioso

Il problema politico per la Giunta Gualtieri emerge ancora di più guardando indietro. Nella presentazione ufficiale dell’aprile 2024, Roma collocava già nel 2025 l’“affidamento e realizzazione lavori” di circa dieci stazioni a cura di ATAC, con conclusione dei lavori sulle 23 fermate entro dicembre 2026.

Poi è arrivato il nuovo annuncio di Patanè: giugno-luglio 2026. Anche quella finestra è trascorsa. Il dato oggettivo è semplice: le date indicate pubblicamente sono state superate e i pendolari attendono ancora il cronoprogramma definitivo.

Un piano per limitare le auto, nessun calendario per le fermate

Il contrasto con l’altra faccia della mobilità capitolina è evidente. Sul traffico privato il Campidoglio ha già messo in campo o annunciato misure precise: Zona 30 nella ZTL del Centro storico, altre 1.000 strade a 30 chilometri orari, nuovi varchi e 40 nuovi Photored entro il 2026.

Scelte rivendicate in nome della sicurezza e della riduzione del traffico. Ma se si chiede ai romani di usare meno l’auto, l’alternativa pubblica deve essere affidabile. E invece sulle dieci stazioni della Metro A il cittadino sa quali saranno i cantieri, ma non sa ancora quando partiranno davvero, quali fermate chiuderanno e per quanto tempo.

Dopo il Giubileo, i pendolari chiedono date e non promesse

La questione non è contestare la riqualificazione: le stazioni hanno bisogno di lavori. Il punto è la credibilità della programmazione. Gualtieri e Patanè hanno legato parte della loro narrazione sulla mobilità al salto di qualità del Giubileo; ora quella promessa deve misurarsi con i tempi reali.

Per i pendolari della tratta Ponte Lungo-Cinecittà la domanda resta una: qual è il cronoprogramma vero? Quello del 2025 è scivolato, quello giugno-luglio 2026 è stato superato. Dopo due calendari mancati, ai cittadini non serve un terzo annuncio: servono date chiare e, questa volta, rispettate.