Metro B, 353 milioni per 36 treni, ma nessuno è in servizio: da Gualtieri e Atac (ancora) nessuna data ufficiale


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Roma, i nuovi 36 treni Hitachi della Metro B costati 353 milioni di euro restano ai box perché solo quest’oggi 9 settembre è cominciata l’ultima fase autorizzativa e nessuno – nè il Campidoglio nè tantomeno Atac – ha ancora comunicato quando il primo convoglio trasporterà realmente i passeggeri.

Si è insediata la commissione composta da tecnici del Ministero, ANSFISA e Atac, incaricata di seguire le verifiche sul prototipo. Un passaggio necessario, certamente. Ma non è il traguardo annunciato: è l’ennesimo punto di partenza.

La data ufficiale non esiste

La stampa specializzata riferisce che l’obiettivo sarebbe far debuttare il primo Hitachi “Entro la fine del 2026”. Non si tratta, però, di una scadenza formalizzata da Atac, Roma Capitale, MIT o ANSFISA. La comunicazione ufficiale di Roma Mobilità non indica alcuna data: spiega che devono arrivare le valutazioni ministeriali, il Nulla osta all’esercizio e poi 5.000 chilometri di pre-esercizio, della durata stimata di circa un mese.

Le promesse deragliate una dopo l’altra

Il silenzio sul calendario pesa perché negli anni le date non erano affatto mancate. Nel dicembre 2022 il Campidoglio guidato da Roberto Gualtieri annunciava i primi convogli «in tempo per il Giubileo» e quattordici consegne entro dodici mesi dal dicembre 2024. Successivamente il debutto venne prospettato per giugno 2025 e poi per aprile 2026. Il primo treno è arrivato a Roma l’8 aprile 2025: dopo oltre 500 giorni non ha ancora trasportato un passeggero.

Oltre 353 milioni, zero Hitachi in servizio

Il programma dispone complessivamente di 353.866.174,12 euro, tra fondi ministeriali e 60 milioni collegati al Giubileo. La cifra è pubblicata sul portale ufficiale “Roma si trasforma”. Il risultato visibile per gli utenti, tuttavia, è ancora zero: nessuno dei nuovi convogli risulta in servizio. Una distanza enorme tra la potenza degli investimenti raccontati dal sindaco Gualtieri, gli annunci dell’assessore Eugenio Patanè e la quotidianità dei pendolari.

Il portale comunale fermo… al passato

La stessa scheda istituzionale aggiunge confusione. Parla di linee già «potenziate», indica due consegne mensili dall’ottobre 2025 e colloca il completamento dei 36 treni nel secondo trimestre 2027. Poco sotto, però, riporta come data stimata di fine lavori il quarto trimestre 2026. Conserva inoltre la vecchia ripartizione di 23 mezzi per la Metro B e sette per la Metro A, nonostante la successiva scelta politica di concentrare l’intera fornitura sulla linea B.

Il conto arriva al Campidoglio

Le verifiche di sicurezza non possono essere aggirate e il ritardo non può essere attribuito automaticamente a un solo soggetto. La responsabilità politica di Gualtieri e Patanè riguarda però ciò che nessuna procedura tecnica può cancellare: promesse ripetute, scadenze saltate e un cronoprogramma ufficiale mai aggiornato in modo coerente. Il Giubileo è passato, il primo Hitachi è a Roma da più di un anno e la Metro B aspetta ancora. Persino la nuova data del debutto resta avvolta nel mistero.