Estensione della Metro B di Roma, arriva in Ministero il nuovo tracciato Rebibbia–Setteville
Roma, il prolungamento della Metro B oltre Rebibbia entra in una fase decisiva: il tracciato individuato per collegare Roma Est a Setteville viene trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’avvio del percorso di finanziamento nazionale. Dopo l’approvazione dei documenti preliminari da parte della Giunta capitolina, il dossier passa ora al livello statale, passaggio imprescindibile per un’opera il cui costo complessivo supera i tre miliardi di euro.
L’iniziativa nasce in ambito comunale, con la definizione tecnica delle alternative progettuali, ma senza il sostegno del Governo l’intervento non può entrare nella fase realizzativa. È dunque sul tavolo ministeriale che si gioca la partita più delicata.
Sei nuove stazioni lungo la direttrice Tiburtina
Il tracciato selezionato si sviluppa per oltre 8 chilometri oltre l’attuale capolinea di Rebibbia e prevede sei nuove fermate: San Basilio, Torraccia, Casal Monastero, Tecnopolo, Settecamini e Setteville. L’obiettivo è intercettare un bacino densamente abitato e caratterizzato da importanti poli produttivi e direzionali lungo l’asse della Tiburtina.
La scelta del percorso è il risultato di un’analisi comparativa tra più alternative, valutate secondo criteri oggettivi: numero di residenti e addetti serviti, lunghezza della linea, complessità autorizzativa, accessibilità dei nodi di scambio e rapporto tra domanda potenziale e chilometri realizzati. L’opzione prescelta è quella che garantisce il miglior equilibrio tra costi e benefici.
Nodo di scambio e parcheggi: la leva per ridurre il traffico
Uno degli elementi centrali del progetto è la creazione di grandi nodi di interscambio. A Casal Monastero è prevista un’area di circa 110 mila metri quadrati con 2.800 posti auto e 15 stalli bus. A Setteville il parcheggio di scambio dovrebbe avere dimensioni analoghe, con ulteriori 2.800 posti e 20 stalli per autobus.
L’intenzione è chiara: intercettare il traffico proveniente dal quadrante nord-est e dall’hinterland prima che raggiunga il Grande Raccordo Anulare e le consolari urbane. Senza un sistema di parcheggi di massa e un’efficace integrazione con il trasporto pubblico locale, il prolungamento perderebbe gran parte della sua funzione strategica.
Deposito e nuovi treni: sostenibilità operativa della linea
Il progetto include un deposito ausiliario a valle del capolinea di Setteville, dimensionato per ospitare fino a 16 convogli. Le stime tecniche indicano la necessità di 6 treni aggiuntivi per la tratta fino a Casal Monastero e 11 per l’estensione completa fino a Setteville.
Questo aspetto è tutt’altro che secondario: senza potenziamento del materiale rotabile e adeguamento delle infrastrutture di rimessaggio, l’incremento dell’offerta non sarebbe sostenibile. Il deposito, inoltre, contribuirebbe ad alleggerire il carico sull’impianto esistente della linea B.
Verso Guidonia: l’ipotesi di un’ulteriore estensione
Nel dibattito tecnico e politico emerge anche la prospettiva di un possibile prolungamento oltre Setteville, in direzione Guidonia Montecelio. Al momento non si tratta di un progetto esecutivo, ma di una traiettoria strategica coerente con la crescita demografica dell’area e con l’esigenza di integrare stabilmente il sistema metropolitano con il territorio extraurbano.
Un’estensione verso Guidonia trasformerebbe la Metro B in un’infrastruttura di scala intercomunale, ridefinendo i flussi di mobilità dell’intero quadrante tiburtino.
Costi e tempi: la variabile decisiva resta il finanziamento
Il costo stimato per l’intera opera è pari a circa 3,375 miliardi di euro, con un investimento medio superiore ai 400 milioni al chilometro. Il rapporto costi-benefici, secondo le valutazioni preliminari, supera ampiamente l’unità, indicando un ritorno socioeconomico significativo.
Resta tuttavia il nodo delle risorse: solo dopo l’eventuale inserimento nei programmi di finanziamento statale sarà possibile definire un cronoprogramma concreto. Le stime parlano di 7–9 anni dall’apertura dei cantieri, un orizzonte coerente con la complessità tecnica e autorizzativa dell’intervento.
La trasmissione del tracciato al Ministero segna quindi il passaggio dalla pianificazione locale alla negoziazione nazionale. È qui che il progetto della Metro B verso Setteville — e potenzialmente verso Guidonia — dovrà dimostrare di essere non solo tecnicamente solido, ma anche finanziariamente sostenibile.