Metro C di Roma, ascensori fuori uso, vandalismi e poca vigilanza. Maritato (FI): “Lasciata in abbandono”
Roma, la Metro C, presentata negli anni come la linea più moderna del trasporto pubblico romano, torna al centro del dibattito per le condizioni di diverse stazioni, soprattutto lungo il quadrante est della città. A sollevare il caso è Augusto Maritato, esponente di Forza Italia, che parla di una infrastruttura “lasciata in abbandono e preda di vandalismi”. Nel mirino finiscono soprattutto gli impianti fuori servizio, i danni alle strutture e l’assenza di un presidio costante nelle fermate più periferiche.
Scale mobili ferme e ascensori ko: il disagio quotidiano
Il quadro descritto è quello di una linea che, almeno in alcuni tratti, fatica a garantire standard adeguati di efficienza e sicurezza. Secondo Maritato, in più stazioni si registrano ascensori fuori uso, scale mobili ferme, tornelli spesso ignorati e sedili danneggiati. Disagi che non riguardano soltanto il decoro, ma incidono direttamente sulla qualità del servizio, soprattutto per anziani, persone con disabilità, famiglie con passeggini e pendolari che ogni giorno affidano alla Metro C i propri spostamenti.
Il nodo sicurezza nelle stazioni di Roma Est
Uno degli aspetti più delicati riguarda il tema della vigilanza. La denuncia politica insiste sull’assenza di personale addetto alla sicurezza in diverse fermate dei quartieri di Roma Est, aree dove, secondo il comunicato, si verificherebbero più frequentemente episodi di intemperanza e danneggiamento. Il punto, al di là della polemica, è concreto: una infrastruttura pubblica recente e costosa richiede manutenzione, controllo e presenza visibile, altrimenti il rischio è che il degrado si consolidi e diventi parte della normalità urbana.
Il confronto con il centro e la questione delle priorità
Maritato mette a confronto il presidio delle stazioni centrali con quello delle fermate periferiche. In particolare cita l’area del Colosseo, dove la presenza di guardie giurate sarebbe ben più evidente, mentre in altre zone si percepirebbe un senso di abbandono. Da qui la critica alle priorità dell’amministrazione: da una parte la valorizzazione delle cosiddette archeo-stazioni e dei nuovi cantieri nel centro storico, dall’altra le difficoltà di chi usa ogni giorno la metro nei quartieri più lontani dai riflettori.
Una richiesta politica che parla ai pendolari
Il messaggio finale è chiaro: prima di annunciare nuove opere, sostiene l’esponente azzurro, bisognerebbe proteggere e far funzionare meglio ciò che già esiste. La richiesta è quella di destinare più risorse al personale e alla tutela dell’infrastruttura, considerata essenziale per migliaia di cittadini. Il tema, in fondo, riguarda l’idea stessa di trasporto pubblico: non basta inaugurare una linea o promuoverne l’immagine, serve garantirne ogni giorno accessibilità, sicurezza e continuità di servizio, soprattutto nelle periferie dove il bisogno è più forte.