Michetti può battere Gualtieri: il Centrodestra si dia una mossa

Michetti gualtieri

In ogni ballottaggio si parte da zero a zero, ma a Roma anche con un pizzico di ottimismo per il vantaggio accumulato da Enrico Michetti su Roberto Gualtieri al primo turno.

Stai ai partiti non sciupare l’opportunità, anche se non comprendiamo che cosa stia organizzando il centrodestra per vincere la decisiva sfida capitolina.

Dieci giorni per far vincere Michetti su Gualtieri

Stamane è giovedì, manca una decina di giorni, e non c’è traccia di grandi iniziative popolari. E soprattutto di coinvolgimento dei candidati da migliaia di voti per la mobilitazione da organizzare ovunque. Michetti deve incontrare tantissima gente ogni giorno, risparmiategli le sfacchinate da una cinquantina di amici a cui far conoscere il candidato.

No, c’è bisogno di uno sforzo corale, e mi sarei aspettato – ad esempio – un grande meeting unitario del centrodestra, a partire dai candidati che hanno mietuto oltre mille voti di preferenza personale. 17 di questi, in Fratelli d’Italia, hanno raccolto settantamila voti. Nella Lega in undici oltre trentamila. I tre di Forza Italia più Udc che hanno superato quella quota minima sono arrivati a seimila voti totali. Che si aspetta a coinvolgerli tutti insieme e non per singole forze politiche? A quando una convention di tutti i portatori sani di voti?

E i parlamentari nazionali ed europei, a parte chi ci ha messo la faccia candidandosi direttamente, non si devono far sentire protagonisti di questa battaglia comune soprattutto ora che non devono più sostenere i loro uomini al consiglio comunale?

Parlare alla città che non ha votato, oltre il 50 per cento di Roma

Questa battaglia non si vince con le solite riunioni d’apparato con i segretari regionali.

C’è un esercito di candidati nei municipi a cui bisogna dire grazie e richiamare comunque in servizio.

Tutto questo per parlare a quell’oltre mezza città che non ha votato. E per convincere quel pezzo di elettorato di destra che ha scelto Calenda al primo turno che ora, se non si vuole davvero Gualtieri, c’è solo Michetti per batterlo. Ci sono gli argomenti per incendiare e vincere questa battaglia.

Anche fuori dalla cerchia politica ci saranno pure soggetti da coinvolgere. La partita si può vincere, ma bisogno uscire dalle stanze del comitato elettorale, se non per mega riunioni di gruppi da mobilitare in dieci giorni. Dieci giorni, non un anno!

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