Non ha senso la mistica del tradimento per qualche ministro che non piace

Mistica tradimento

Per favore, fermatevi con la mistica del tradimento, ci manca solo l’evocazione del marchese Pietro Badoglio. Lo voglio dire con la mia storia di destra sempre viva, anche al tempo del governo di Mario Monti.

Guidavo una piccola formazione politica, La Destra, che scese in piazza a marzo 2012 con ventimila militanti arrivati da tutta Italia. Ma quando le proporzioni sono davvero piccole, devi strillare per farti sentire dal resto del mondo.

Mettete da parte la mistica del tradimento

Che lo si faccia ora è sbagliato. E voglio dirlo con amicizia – e stima sincera verso una leader che ha ricostruito un mondo a destra come Giorgia Meloni – a Fratelli d’Italia. È una comunità in cui ho militato per breve tempo, ma che ha una matrice storica dalla quale provengo anche io, pur con qualche eccezione di chi non conosce i nostri trascorsi…

Ma leggo sui social troppo livore a causa della nascita del governo Draghi. E un partito di quelle (meritate) dimensioni non si può permettere tanta rabbia. La mistica del tradimento fa parte di un’altra, sia pure onorevolissima, storia politica. Ma non c’è Pietro Badoglio all’orizzonte. Perché se si parla di tradimento per aver detto sì all’appello del presidente della Repubblica, poi lo scontro diventa incandescente. E non ha alcun senso parlare di intergruppo parlamentare con chi si accusa di venir meno alla parola data. E sarebbe sempre più difficile la delicata costruzione di alleanze.

Oggi Draghi, ieri Monti: non serve litigare

Si può anche dire “senza di noi non si vince”, e lo possono dire tutti nel centrodestra. Ma a che servirebbe? Probabilmente è meglio per tutti attenuare i toni. Chi è stato capace di risvegliare un’anima di destra che ha saputo calamitare tanti moderati delusi, metta da parte un linguaggio che non è proprio di una forza di governo che giustamente ambisce ad essere tale. Quella attuale è una fase transitoria, che passerà come accadde al governo Monti. Litigare perché non ci piace questo o quel ministro non serve a nulla.

Almeno io la penso così e lo voglio dire alla luce del sole, manifestando comunque rispetto per chi ha idee diverse dalle mie sul posizionamento politico rispetto al governo Draghi. Se si drammatizza il dissenso poi viene il dubbio che sia l’alleanza a infastidire. E sarebbe davvero sbagliato.

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