Monta la protesta dei licei di Roma contro il fondamentalismo del governo

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Monta la protesta dei licei romani contro la Azzolina per la frettolosa e inopportuna riapertura delle scuole nella Capitale. Anche il Teresa Gullace di Roma, come altri licei della capitale, dice no alla riapertura in presenza delle scuole superiori. Questo il senso della lettera indirizzata al presidente del Consiglio, al ministro della Pubblica Istruzione, al ministro della Salute e al presidente della Regione Lazio. “Noi docenti del liceo T. Gullace di Roma ci uniamo a quanto espresso dai colleghi del Tasso, del Benedetto da Norcia, del De Sanctis e di numerosi altri licei romani ed esprimiamo il nostro dissenso in merito alla scelta del Governo di riaprire le scuole superiori, in presenza, il 7 gennaio”, recita il comunicato del liceo romano Gullace.

I licei romani: non ci sono le condizioni di sicurezza

“Tale riapertura si sta per realizzare mentre le autorità sanitarie prospettano una nuova ondata del contagio – prosegue il comunicato -. Ci chiediamo: ci sono le condizioni minime di sicurezza per tornare in classe? Abbiamo motivo di temere che si tratti di una decisione azzardata che pagheremo tutti a caro prezzo. Cosa è stato fatto finora per ridurre il rischio di contagi? Del piano del potenziamento dei trasporti pubblici non c’è traccia. Ci saremmo aspettati, da un Ministro che, già negli anni passati aveva fatto della lotta contro le classi-pollaio il suo cavallo di battaglia, una drastica riduzione del numero degli alunni per classe. E un radicale intervento sull’edilizia scolastica. Nonché una seria ricognizione sui singoli territori finalizzata al reperimento di spazi per le nostre scuole”.

Decisione che pagheremo a caro prezzo

“Ad oggi – si legge ancora -, anziché apprezzare i frutti di una politica che abbia realmente messo la scuola al primo posto, di che cosa dobbiamo invece prendere atto? Purtroppo di un quadro che ci getta nel più profondo sconforto. Il ritorno alle classi smembrate e a una didattica ibrida, con la minaccia delle continue quarantene che hanno visto coinvolte intere classi e più docenti. Data l’assoluta inadeguatezza strutturale degli edifici scolastici (per non parlare della carenza di personale), alla luce di un indice dei contagi tuttora preoccupante. Saremo costretti di fatto a prolungare nelle ore pomeridiane l’attività didattica, iniziata comunque nelle ore del mattino Il rientro di alunni e docenti alle loro case non potrà avvenire che nel pomeriggio inoltrato”.

Le lezioni continuino a distanza

“In tal modo – continua la nota – si impone a studenti e docenti un sacrificio inutile, in nome di una fantomatica didattica in presenza. Che poi in queste modalità sarebbe comunque una didattica sfilacciata e depauperata dal punto di vista dei contenuti. Come tutti gli insegnanti e i dirigenti scolastici, auspichiamo quanto prima un ritorno della scuola in presenza per svolgere il ruolo che la Costituzione ci assegna. E che non abbiamo smesso di esercitare in questi mesi di pandemia. Ma crediamo che sia nell’interesse della società intera che ciò avvenga in condizioni quanto più possibile sicure. Chiediamo pertanto che le lezioni continuino a distanza fino a quando non saranno garantite efficaci misure di sicurezza e non verrà elaborato un sistema organizzativo che permetta di lavorare e studiare secondo adeguati criteri didattici”.

I licei chiedono le vaccinazioni per gli operatori

I docenti del Gullace chiedono in sintesi di “posticipare di qualche settimana il ritorno in presenza a scuola, che in questo momento rischia di innescare un incremento dei contagi, come affermato dall’assessore alla sanità della regione D’Amato e da eminenti esponenti della comunità scientifica. Quando la diminuzione della curva dei contagi, la concreta attivazione di un sistema di trasporti dedicato alla scuola, la pratica di test rapidi opportunamente messa a disposizione renderanno possibile il rientro in sicurezza, lasciare alle singole scuole l’autonomia di organizzare i propri tempi e i propri spazi. Infine, evitare lo scaglionamento delle lezioni su due orari, cosa che comporterebbe gli inconvenienti già ampiamente sottolineati  e prevedere, subito dopo il personale medico, la vaccinazione per il mondo della scuola”.