Monte Ciocci, cantiere infinito. E i residenti sono stufi

Il cantiere è partito un anno e mezzo fa, nella primavera del 2021. Ma dopo un anno e mezzo del nuovo casotto di Monte Ciocci non c’è traccia. Nonostante fosse compreso nei lavoro da effettuare, per la riqualificazione dell’area e il completamento del parco. Al contrario di quello che i comitati di quartiere e i cittadini attivi che da sempre si occupano del decoro e delle attività socio culturali dell’area immaginavano. Perché intanto il vecchio manufatto è  stato demolito. E oggi il casotto è uno scheletro di legno in un cantiere abbandonato.

 

Il casotto di Monte Ciocci è uno scheletro

Giorni fa i primi sfregi ad opera di ignoti che con una bomboletta spray hanno imbrattato i pannelli con scritte e pure una svastica. “Purtroppo quella costruzione è lasciata alla mercé di tutti” – denuncia Carmen Iovine, presidente dell’associazione Casotto Monte Ciocci. Sorta proprio per restituire alla cittadinanza quel bene comune.

Due anni fa la delibera della Giunta Raggi per  la riqualificazione del parco di Monte Ciocci, area verde nel quadrante nord ovest della città con vista mozzafiato sulla Cupola di San Pietro. Nel progetto cura del verde e ripristino degli edifici vandalizzati, appunto il casotto. 100 mila euro le risorse stanziate dal Campidoglioche aveva previsto di rinnovare completamente il piccolo manufatto.

L’odissea del cantiere

“Il cantiere sarebbe dovuto durare 90 giorni, ma per problemi burocratici e una variante aggiunta in corso i lavori sono andati a singhiozzo. Nell’agosto 2021 il cantiere si è fermato del tutto per riprendere solo a luglio scorso” – spiega Iovine. Così ad oggi lo scheletro di legno, cantierato ma facilmente accessibile, è utilizzato come palestra urbana e tela bianca per writer. La promessa del Comune di consegnare il Casotto di Monte Ciocci il 26 settembre non è stata mantenuta. E i cittadini tornano a chiedersi quando potranno finalmente riappropriarsi di quello spazio che sognano come volano di tutte le attività socio culturali del territorio.

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