Montecitorio, la polizia carica i ristoratori disperati: migliaia in piazza decisi a resistere (video)

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Scontri a Montecitorio. La manifestazione di migliaia di lavoratori della ristorazione ma anche di altri settori, è ancora in corso. La piazza è sempre piena, nessuno molla. Ci sono stati moltissimi momenti di tensione, con cariche della polizia contro i manifestanti e relativo lancio di oggetti da parte di questi ultimi. Dopo alcune cariche di alleggerimento della polizia, la situazione sembra dunque tornata alla normalità in piazza Montecitorio dove è ancora in corso la manifestazione di ristoratori ed esercenti commerciali che protestano contro le chiusure durante la quale si sono registrati diversi momenti di tensione. A quanto si apprende ci sarebbero diversi fermati dlala polizia.

Montecitorio, vogliamo solo lavorare

“Vogliamo solo lavorare, non chiediamo altro”, gridano i manifestanti che non intendono lasciare la piazza. “Rimanete tutti qua, prima o poi qualcuno dovrà riceverci”. Il clima resta comunque teso con alcuni manifestanti più rabbiosi che hanno provato a forzare il cordone delle forze dell’ordine. Intonati anche l’inno di Mameli e cori contro la polizia. Moltissimi i movimenti e le organizzazioni in piazza con i ristoratori, dal Mio a Italexit, da CasaPound a Vittorio Sgarbi, che con il megafono ha invitato la polizia a non caricare i lavoratori.

Lavorare è un diritto costituzionale

Molte le voci, di queste persone non abituate alla manifestazioni, ma spinti in piazzaq solo dalla disperazione di non poter dare da mangiare ai loro figli. Urla, slogan, insulti, contro il governo e contro la polizia. Le istituzioni hanno fatto sapere che riceveranno una delegazione e i manifestanti sono decisi a non lasciare la piazza. In ogni caso, a quanto si apprende, i ristoratori domani riapriranno a pranzo e cene, per sopravvivere. Vederemo il governo come reagirà. Aprire nonostante i divieti? ”La nostra non è una minaccia ma voglia di riprendere a fare quello per cui siamo nati, ossia lavorare. Il diritto al lavoro è sancito dalla nostra Costituzione. Non riusciamo ancora a capire con quale criterio hanno stabilito le attività essenziali e quelle non”. Così un negoziante nel corso della manifestazione.

Manifestazioni in tutta Italia

Intanto altre manifestazioni di questo tipo si stanno svolgendo in tutta Italia, da Milano a Napoli, perché il governo faccia qualcosa. “I ristoratori scendono in piazza? Qui se non si danno una mossa tra poco scoppia la rivoluzione. Il governo ha sottovalutato la disperazione del settore”. Gianfranco Vissani confessa all’Adnkronos di non essere stupito per quanto accaduto oggi davanti a Montecitorio, durante la manifestazione di ambulanti e ristoratori, sfociata in scontri con le forze dell’ordine. “Non si lavora a Natale, non si lavora a Pasqua e ci danno due spicci per stare chiusi ormai da un anno. Ma la gente come fa? Ci sono le aziende, i dipendenti, le utenze, gli affitti, i leasing. Quando mai ci faranno riaprire saremo pieni di debiti!”, esclama lo chef.

Non si lavora a Natale, non si lavora a Pasqua

“Ma la cosa che indigna di più e che mentre ci tengono chiusi, i vaccini vanno a rilento e i ristori pure. E allora quanto pensavano che la gente potesse resistere prima di darsi a gesti disperati?”, aggiunge Vissani. “Qui si sta scherzando con il fuoco, con le vite della gente. La disperazione ormai è più pericolosa del Covid. In Usa hanno stanziato 5000 miliardi e in Europa ancora stiamo capendo come avere i vaccini. A me hanno detto che lo farò tra due mesi. Devono stampare gli euro! Ci siamo rotti! Pensavo che Draghi fosse meglio e invece è peggio degli altri. Per l’epidemia di spagnola è stata gestita meglio. L’Italia è basata sulla piccola impresa, imprese familiari che moriranno tutte se continuano così. E pensate che la gente rimarrà buona buona in casa mentre muore di fame?”, chiede concludendo Vissani.

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