Morto il poeta lettone Knuts Skujenieks: fu gettato nei gulag comunisti per anni
Lo scrittore e poeta lettone Knuts Skujenieks, prigioniero politico ai tempi dell’Unione Sovietica, che scoprì la sua vocazione di poeta nel gulag, innervando i suoi versi di tradizione e modernismo, è morto lunedì 25 luglio all’età di 85 anni. L’annuncio della scomparsa arriva dai media della Lettonia, che ai tempi era sotto l’occupazione comunista. Il 17 aprile 1962 Skujenieks arrestato ingiustamente dai servizi segreti sovietici con l’accusa di attività antisovietica e per non aver denunciato l’esistenza di un presunto complotto. Fu condannato a 7 anni di reclusione, in un campo di lavoro nella Repubblica autonoma di Mordovia, in Russia.
Per il poeta processo con prove false
Skujenieks decise di riscoprire la lingua della sua patria per “sopravvivere”. Il processo precostruito su prove false dai sovietici e Skujenieks riabilitato solo nel 1989. La raccolta delle poesie dal lager “Un seme nella neve” non poteva essere pubblicata nel periodo sovietico e uscì solo nel 1990, alla vigilia dell’indipendenza della Lettonia. “Un seme nella neve” con testo a fronte lettone-italiano pubblicato da Damocle Edizioni nel 2015. In italiano pubblicata anche la sua raccolta poetica “Tornato da un altro mondo” (Joker Edizioni, 2010).
L’esperienza drammatica dei gulag nelle sue opere
Nato il 5 settembre 1936 a Riga in una famiglia di intellettuali, Knuts Skujenieks studiò storia e letteratura all’università. Iniziò subito a lavorare giovanssimo in varie redazioni di riviste letterarie lettoni. Ha pubblicato diverse raccote di versi in cui dominano i toni del folclore e del canto popolare insieme alla riflessione esistenziale e all’esperienza dei gulag. Degli anni sovietici, ha fornito la sua testimonianza attraverso le pagine di “La camicia tessuta da sé” (1987). Skujenieks ha tradotto poesie in lettone da diverse lingue. E ha tradotto nella lingua baltica, tra gli altri, le opere del poeta spagnolo Federico García Lorca e della cilena Gabriela Mistral. Nel 1994 ha ricevuto l’Ordine di Isabella la Cattolica e nel corso della sua vita si è distinto con numerosi riconoscimenti in Lettonia e a livello internazionale.
(Foto: Baltic News)