Musei, il 1 febbraio riaprono a Roma Palazzo Barberini e le Sale Vaticane

musei Palazzo Barberini (2)

Musei, si riparte. Il primo febbraio riapre al pubblico Palazzo Barberini, sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18. “Sono stati mesi di grande malinconia, in cui però abbiamo anche lavorato molto, portando avanti la ricerca e i progetti del Museo, oltre al restauro di molte opere e nuove acquisizioni – dichiara la direttrice Flaminia Gennari Santori -. Noi siamo qui per il pubblico, perciò siamo entusiasti di riaccogliere i nostri visitatori. Ovviamente il tema della sicurezza sarà prioritario, per fare in modo che tutti possano godere al meglio delle nostre collezioni e delle nostre mostre”. L’accesso sarà regolamentato nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio disposte dalla legge.

I musei torneranno a essere fruibili dal pubblico

In particolare, all’ingresso di Palazzo Barberini tutti i visitatori, che dovranno necessariamente indossare la mascherina per tutto il tempo della visita, saranno sottoposti al controllo della temperatura. Saranno poi indirizzati lungo un percorso unidirezionale con distinzione di punto di ingresso e di uscita per garantire la fruibilità delle sale nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Gel igienizzante e informazioni sulle norme da seguire saranno a disposizione prima dell’ingresso e lungo il percorso di visita. Gli ambienti di servizio, le sale e le superfici comuni saranno ripetutamente puliti e sanificati.

Prenotazioni obbligatorie per le Sale Vaticane

E anche i Musei Vaticani riaprono al pubblico l’1 febbraio dopo il lungo periodo di lockdown e la chiusura per l’emergenza covid. Sarà possibile visitare le Collezioni vaticane, dalle ore 8.30 alle ore 18.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30), tutti i giorni dal lunedì al sabato. L’ingresso ai musei sarà solo su prenotazione obbligatoria online. Sono sospese le aperture straordinarie dell’ultima domenica del mese. E’ quanto comunicato sui canali social dei Musei Vaticani.

Tre mostre temporanee a Palazzo Barberini

Tornando a Palazzo Barberini, il servizio guardaroba non sarà disponibile, quindi si invitano i visitatori a non portare con sé caschi, zaini o valigie, non ammessi all’interno del museo.In occasione della riapertura saranno visitabili tre mostre temporanee allestite in questi mesi di chiusura e ancora mai aperte al pubblico. In programma “Plasmare l’idea. Pierre-Étienne Monnot, Carlo Maratti e il monumento Odescalchi”, a cura di Maurizia Cicconi, Paola Nicita e Yuri Primarosa fino al 2 maggio 2021. L’esposizione celebra l’acquisto da parte dello Stato italiano dalla famiglia Odescalchi del grande modello per il monumento funebre di papa Innocenzo XI in San Pietro in Vaticano, eseguito attorno al 1695-1697 da Pierre-Étienne Monnot.

“La Cananea resaturatata”

In mostra altre 10 opere tra cui l’importante serie di apostoli realizzata da Andrea Sacchi e Carlo Maratti. Che testimoniano l’influenza e la suggestione esercitate dalle opere di Carlo Maratti sulle scelte iconografiche di Pierre-Étienne Monnot. Aperta al pubblico anche “La Cananea restaurata. Nuove scoperte su Mattia e Gregorio Preti”, a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa fino al 2 maggio 2021. Progetto incentrato sulla grande tela raffigurante Cristo e la Cananea di Mattia Preti, restaurata dal laboratorio delle Gallerie Nazionali. Accanto a questo dipinto saranno esposti alcuni quadri di grande formato eseguiti autonomamente o a quattro mani dai fratelli Gregorio e Mattia Preti nella seconda metà del Seicento.

Esposte opere anche da musei di altre nazioni

“L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano”, a cura di Michele Di Monte fino al 5 aprile 2021 è la terza esposizione in calendario. La mostra esplora attraverso 25 opere, provenienti dalle collezioni delle Gallerie Nazionali e da istituzioni italiane o europee (fra cui la National Gallery di Londra, il Museo del Prado di Madrid, il Rijksmuseum di Amsterdam, la Galleria degli Uffizi di Firenze), la centralità dello spettatore nell’estetica della pittura tra Cinquecento e Settecento. Evidenziando in 5 sezioni sempre più incalzanti i modi in cui le immagini includono lo spettatore all’interno della loro dinamica estetica, narrativa, affettiva e simbolica. In mostra opere, fra gli altri, di Memling, Poussin, Rembradt, Savoldo, Tiepolo.