Napoli-Roma 2-2: giallorossi beffati all’82’, Malen due volte a segno: episodi e rimpianti

Napoli - Roma 2 a 2

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Notte elettrica oggi, 15 febbraio, allo stadio Maradona di Napoli: Napoli e Roma si prendono tutto e niente in un 2-2 pieno di strappi, nervi e ribaltoni. I giallorossi scattano, gli azzurri rientrano, e la storia si ripete anche nella ripresa. Nel finale il Napoli spinge a testa bassa, la Roma difende il pari con il fiato corto: quattro minuti di recupero, qualche pallone buttato nel cuore dell’area e la sensazione costante che l’episodio potesse cadere da un momento all’altro.

Malen, doppio colpo da bomber vero

Donyell Malen è la lama che taglia la partita due volte. Al 7’ punisce in transizione: contropiede perfetto, assist di Zaragoza e destro secco che non lascia scampo a Milinkovic-Savic. La Roma capisce subito dove colpire: attaccare la profondità, cercare l’uscita rapida, mettere la difesa del Napoli in corse all’indietro. Nella ripresa arriva l’episodio che sembra “chiuderla”: Wesley scatta, Rrahmani lo stende e Colombo indica il dischetto. Malen non trema: rigore e 2-1, con una freddezza da giocatore che sente la serata.

Spinazzola e Alisson: Napoli testardo, Napoli vivo

Il Napoli però non muore mai e lo dimostra già nel primo tempo. Al 40’ arriva l’1-1: Elmas appoggia, Spinazzola calcia, la deviazione di Pisilli cambia traiettoria e Svilar resta inchiodato. È un gol che pesa anche emotivamente, perché rimette in piedi una squadra che fino a quel momento aveva sofferto i tagli e la velocità romanista. Ma il vero “boato” è all’82’: Giovane serve Alisson Santos, ingresso in area, dribbling e destro potente. Parità e Maradona che si riaccende come una torcia.

Scacchi di panchina e partita spezzata

La sfida, a tratti, diventa un gioco di scacchi. Conte alza il pressing, sporca le uscite, spinge sulle corsie e cerca volume con cross e seconde palle. Gasperini risponde con rotazioni e gestione: dentro Soulé, poi le mosse per reggere l’urto nel finale (Vaz e Tsimikas). Ma è qui che la Roma paga qualcosa: quando non riesce a risalire con pulizia, finisce troppo bassa. E se ti chiudi al Maradona, prima o poi il Napoli il varco lo trova.

Episodi e rimpianti: nessuno davvero contento

Le sliding doors hanno un nome: rigore e tempismo. Il fallo che porta al 2-1 giallorosso sembra la chiave per scappare, ma il Napoli continua a produrre pressione e presenza. Nel forcing finale ci prova anche Gutierrez, mentre Hojlund è un riferimento che crea caos e trascina uomini. La Roma resiste, ma con l’impressione di non aver mai davvero congelato la partita. Il Napoli, invece, ha la sensazione opposta: di averla ripresa con merito, ma di aver rischiato di perderla per dettagli. Risultato: un pareggio che lascia rimpianti a entrambe.

Classifica: corsa Champions sempre più stretta

Il 2-2 muove la classifica e rende la lotta europea un rebus: Napoli a 50 punti, Roma a 47, con un margine minimo tra zona Champions e inseguitrici. Tradotto: ogni mezzo passo falso pesa come un macigno, perché la distanza tra “quarto posto” e “ansia da rincorsa” è questione di una domenica. Per la Roma è un punto che tiene vivo il treno, ma non scioglie il nodo: quando vai avanti due volte in un big match, devi portarla a casa.

Roma: stato di forma, identità e fragilità

La Roma esce con due certezze e una domanda. Certezze: l’identità verticale regge anche in trasferta pesante e Malen è un uomo-copertina che sposta inerzia e autostima. Domanda: perché la squadra, nei momenti in cui deve “gestire”, tende ad arretrare invece di far scorrere la partita? I giallorossi, quando riescono a correre, fanno male; quando devono controllare, spesso si mettono in trincea. È un limite mentale e tattico insieme, che a questi livelli si paga con i dettagli.

Il paragone con la Lazio: stessa città, due mondi diversi

E qui il confronto è inevitabile. La Roma, pur tra alti e bassi, è ancora dentro la corsa Champions, con un’idea chiara e un attaccante che decide. La Lazio, invece, appare lontana dal ritmo delle prime: più discontinua, più fragile, spesso costretta a inseguire il proprio equilibrio prima ancora degli avversari. Stesso cielo romano, traiettorie opposte: da una parte ambizione e pressione, dall’altra una stagione che sembra cercare una scossa per non trasformarsi in rimpianto permanente.