Nella Capitale registrati ben 9 “eventi estremi” nel 2021: l’allarme di Legambiente

eventi estremi Roma

Tra le città italiane più colpite dagli eventi meteorologici estremi nel corso del 2021, svetta al primo posto Roma con 9 eventi estremi, seguita da Napoli con 5, Catania con 4, Palermo e Milano con 2. A livello regionale, nello stesso periodo di tempo considerato, la Sicilia e la Lombardia sono in testa alla classifica con 30 e 23 eventi estremi. Rilevanti anche i casi della Campania con 16 eventi, del Veneto e della Sardegna con 14 eventi, del Lazio con 13 eventi, del Piemonte con 12 e della Liguria con 11. E’ quanto emerge dal bilancio annuale dell’Osservario CittàClima di Legambiente, realizzato in collaborazione con Unipol e con il contributo scientifico di Enel Foundation.

Eventi estremi: la Sicilia vanta il triste record tra le Regioni

Sicilia al primo posto nella triste classifica sul numero degli eventi climatici estremi che hanno colpito l’Italia dal 2020 ad oggi, Secondo i dati dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente, nell’isola ci sono stati ben 144 eventi estremi di cui 30 solo nel 2021, con un incremento del 20% . Trombe d’aria ed esondazioni, cupole di calore e temperature record, oltre al famoso medicane Apollo che ha colpito la costa orientale.

“Un tributo notevole – dichiara Anita Astuto, responsabile Energia e clima di Legambiente Sicilia – in termini di vite umane e di danni sia in ambito agricolo che urbano che non può lasciare indifferenti. In termini di adattamento ai cambiamenti climatici, vanno assolutamente rivisti tutti gli strumenti di pianificazione sia su scala regionale che locale, affinché i fondi del Pnrr siano davvero spesi in opere utili. In tal senso i Comuni hanno molto da fare, dai Pug (Piano Urbanistico Generale) ai Paesc (Piano d’azione Energia Sostenibile e Clima), questi ultimi assolutamente sottovalutati dalle amministrazioni e che sono invece la risposta urgente e necessaria. Ci auguriamo che questa dura lezione impartita dal clima sia servita ai decisori politici in termini di consapevolezza sul fatto che non c’è più tempo da perdere e che la Sicilia è la regione che prima di altre patirà le conseguenze, se non si avvierà un cambio di rotta”.