Nella Roma di Gualtieri le scuole cadono a pezzi: il report choc della Uil è da vergogna

Rifiuti, bagni distrutti, controsoffitti crollati e scale antincendio bloccate. Sono queste, secondo una ricerca della Uil Lazio, le condizioni in cui si trovano molte scuole di Roma e del Lazio. La confederazione sindacale, su input di diversi studenti e docenti, ha fatto un giro in alcuni istituti scolastici, documentando una situazione drammatica.

Il report della Uil

“Si tratta di situazioni che in alcuni casi – spiegano dal sindacato – rappresentano un vero e proprio rischio igienico e per la sicurezza di studenti, insegnanti e di tutto il personale scolastico. Scuole che crediamo andrebbero sottoposte a importanti opere di ristrutturazione e manutenzione, prima che dall’emergenza si passi alla tragedia. Si tratta della vita dei nostri giovani e tanta negligenza non è minimamente accettabile”.

Le scuole messe peggio

Nel documento vengono citati come esempio l’istituto cine-tv Rossellini, in via della Vasca Navale, “una delle situazioni più precarie in assoluto”, il liceo Seneca di via Albergotti, in zona Boccea, “dove sono in corso opere di ristrutturazione”, e il Gassman di Primavalle. Ma anche istituti del centro come il liceo Ripetta “che ha inaugurato l’anno scolastico in corso con il crollo di una vetrata – ricorda la Uil -. Poco dopo, presso lo storico liceo Virgilio è crollata una parte del tetto, al Machiavelli di piazza Indipendenza prima delle vacanze natalizie si è sfiorata la tragedia con una porzione di soffitto caduta nella classe 5B durante le ore di lezione”.

Allarme scuole

Il sindacato cita anche il censimento effettuato a inizio anno scolastico 2023 -2024, da cui risultava che l’80% dei 1.987 plessi scolastici della Capitale non disponeva del certificato antisismico e che circa sette scuole su dieci non erano in norma con la certificazione di collaudo statico e con le norme antincendio. Una situazione preoccupante, per cui la Uil accusa anche le istituzioni, e in particolare la Città metropolitana di Roma Capitale, di aver effettuato “tagli notevoli per le spese destinate all’edilizia scolastica, forse anche a causa della forte riduzione dei trasferimenti dalle altre amministrazioni pubbliche all’Ente: dai 204 milioni del 2023, a 138 milioni nel 2024, ai 53 milioni previsti per il 2025”.

La risposta della Città metropolitana

Un quadro impietoso, quello descritto dalla Uil, a cui replica Daniele Parrucci, delegato dell’edilizia scolastica della Città metropolitana: “Quando ci siamo insediati due anni fa, la prima cosa che abbiamo fatto è stata un check sulle condizioni delle 354 scuole superiori della Città metropolitana, di cui 250 a Roma – spiega -. La situazione che ci siamo trovati davanti era tale da farsi accapponare la pelle. Abbiamo calcolato che per intervenire su tutte le criticità ci sarebbero voluti circa 800 milioni di euro. Sulla base di questi numeri abbiamo poi fatto una stima del costo degli interventi più urgenti: 300 milioni di euro”. Una cifra comunque molto alta, che è stato possibile coprire, parzialmente, grazie a un tesoretto di 130 milioni di euro di fondi del Pnrr.

Colpa delle poche risorse

“Sulla base di queste risorse – continua Parrucci – abbiamo fatto una selezione delle emergenze, individuando 175 interventi prioritari”.  A fine novembre sono stati aperti tutti i cantieri, che prevedono lavori di consolidamento strutturale, rifacimento delle facciate, impermeabilizzazione dei tetti e investimenti per il rifacimento degli impianti, per ottenere il certificato di prevenzione incendi (Cpi).