Neonato morto al Pertini: per l’esperto “è un caso mai visto in 40 anni”

ospedali pertini

“E’ una vicenda dolorosa” quella del neonato trovato morto all’ospedale Pertini di Roma nel letto dove la mamma lo aveva allattato e poi si era addormentata. “Quanto accaduto nel caso specifico lo accerterà la magistratura. In generale va evidenziato che il ‘rooming in'”, cioè la possibilità di avere subito dopo il parto il proprio piccolo in stanza 24 ore su 24 e occuparsene, accudirlo e allattarlo al bisogno, “è un enorme vantaggio. Una situazione come questa non deve far tornare indietro su una strada che ha portato vantaggi ai bambini e alle mamme di tutto il mondo”. E’ la riflessione di Enrico Ferrazzi, direttore Ostetricia della Clinica Mangiagalli-Policlinico di Milano, una delle culle della metropoli lombarda, struttura che viaggia al ritmo di circa 6mila parti l’anno.

“Il rooming in è un diritto e quindi viene di regola perseguito – spiega lo specialista all’Adnkronos Salute – Certo che se la mamma è esausta, è compito della struttura di ricovero accogliere il neonato e lasciarla riposare. E infatti, di regola, il personale si accerta che la mamma sia in grado, che ci siano le condizioni. Le culle dei neonati sono separate dal letto della mamma e questa è la procedura normale che si segue in tutti gli ospedali. Nel rooming in – precisa – il bimbo non è nel letto, ma nella culla, che può essere tradizionale o attaccata al letto della mamma con la spondina abbassata. Non dorme nel letto con mamma”.

Alla Mangiagalli 6mila parti l’anno: in 40 anni mai successo

Alla Mangiagalli per esempio, dopo l’ampia ristrutturazione che ha interessato la struttura qualche anno fa, ci sono alcune stanze con culle ‘bedside’ che sono dedicate a donne che hanno avuto problemi particolari, come cesarei complessi, in cui la mobilità è ridotta e non ci si può muovere. Negli altri casi le culle utilizzate sono quelle che permettono anche il trasporto, in modo che le mamme possano spostarsi durante la degenza post parto nell’ospedale, per raggiungere il nido, andare nelle aree dove si cambiano i piccoli, e così via. Alcune regole, come non addormentarsi con il bimbo nel letto, vengono in genere ribadite e spiegate alle neo mamme, ma dopo il parto si possono vivere momenti molto delicati e di particolare stanchezza”. Anche se Ferrazzi dice che episodi drammatici come questo sono rarissimi, “nei miei 40 anni di lavoro non ne ricordo, almeno a mia memoria”.

Alla Mangiagalli per esempio, dopo l’ampia ristrutturazione che ha interessato la struttura qualche anno fa, ci sono alcune stanze con culle ‘bedside’ che sono dedicate a donne che hanno avuto problemi particolari, come cesarei complessi, in cui la mobilità è ridotta e non ci si può muovere. Negli altri casi le culle utilizzate sono quelle che permettono anche il trasporto, in modo che le mamme possano spostarsi durante la degenza post parto nell’ospedale, per raggiungere il nido, andare nelle aree dove si cambiano i piccoli, e così via. Alcune regole, come non addormentarsi con il bimbo nel letto, vengono in genere ribadite e spiegate alle neo mamme, ma dopo il parto si possono vivere momenti molto delicati e di particolare stanchezza”. Anche se Ferrazzi dice che episodi drammatici come questo sono rarissimi, “nei miei 40 anni di lavoro non ne ricordo, almeno a mia memoria”.

 

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