Nessun obbligo di green pass e di vaccino per i bambini dai 5 agli 11 anni

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Nessun obbligo di vaccino e di green pass per i bambini dai 5 agli 11 anni dopo l’ok dell’Ema e dell’Aifa al vaccino anti-Covid per i più piccoli. E’ quanto si sarebbe convenuto, a quanto apprende l’Adnkronos, nel corso della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capi delegazione delle forze di maggioranza. Domani dovrebbe arrivare il via libera dell’Ema, hanno spiegato nel corso della riunione il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro e il coordinatore del Cts Franco Locatelli. I quali hanno rimarcato l’esigenza di sensibilizzare le famiglie italiane sul tema. Per i bambini, o meglio gli under 12, non dovrebbe dunque essere introdotto né l’obbligo di vaccino né quello di green pass.

Avviare piuttosto una campagna di sensibilizzazione sul vaccino

Come del resto caldeggiato da alcuni addetti ai lavori, una volta che l’Agenzia del farmaco introdurrà il vaccino per “scudarli” dal coronavirus. Ma avviare una campagna di sensibilizzazione per tranquillizzare le famiglie. Secondo quanto affermato questa mattina dal presidente dell’Aifa, Giorgio Palù, sul vaccino anti-Covid per la fascia bambini 5-11 anni “l’Ema potrebbe anticipare una decisione già tra oggi e domani”. In seguito alla decisione dell’Ema, “può arrivare una decisione dell’Aifa entro 24 ore” e su quando potrebbero partire le vaccinazioni anti-Covid in Italia nei bambini 5-11 Palù ha sottolineato: “Possibile anche da lunedì”.

Due ricoverati su tre non hanno neanche una dose di vaccino

Intanto si conferma che due ricoverati su tre per covid non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. In terapia intensiva, il 70% di pazienti covid vaccinati è affetto da altre patologie gravi o è immunodepresso. Il rischio di finire in terapia intensiva è doppio per i pazienti non vaccinati rispetto a quelli vaccinati. E’ il quadro delineato dal report delle rete degli ospedali sentinella costituita dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). “Il 66% dei ricoverati” per Covid “non ha ricevuto alcuna dose di vaccino o non ha completato il ciclo vaccinale. Da notare anche il peso delle comorbidità particolarmente alto fra i vaccinati.

Però la co-morbilità influenza lo stato di salute

Il 70% dei pazienti vaccinati finiti in rianimazione è affetto da cardiopatia, obesità grave, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, neoplasia. O si tratta di pazienti dializzati, trapiantati o immunosoppressi, sui quali può essersi verificato un fallimento vaccinale causato proprio dalle patologie”, si legge.  L’analisi sui pazienti in rianimazione prende in considerazione le condizioni cliniche dei degenti. Lo studio conferma “come lo stato vaccinale e la comorbidità influiscano sullo stato di salute”. La percentuale di “pazienti non vaccinati e con comorbidità ricoverati in terapia intensiva è leggermente più bassa, pari al 62%. Dato comunque alto – si sottolinea – che indica la necessità di porre grande attenzione per i fragili (da ritenere prioritari per le vaccinazioni, prima, seconda o terza dose, ma anche per le normali misure preventive)”.

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