Nettuno, il ponte ferroviario lo demolisce FS, il Comune avvia l’acquisto-lampo dei terreni attorno la stazione: il progetto
Nettuno, con la delibera di Giunta n. 251 dell’11 dicembre 2025, il Comune di Nettuno rimodula il progetto legato al cavalcaferrovia pedonale tra via Marche e via Ennio Visca. Non sarà più il Comune a dover demolire il ponte. La scelta, nero su bianco, ha un effetto immediato. Stop alla procedura di gara già aggiudicata e fondi riposizionati su un obiettivo considerato “urgente” dall’amministrazione, cioè rendere fruibili (in tempi rapidi) le aree attorno alla stazione.
Ponte “chiuso da anni”: la demolizione passa alle Ferrovie
Il punto di svolta è nel Protocollo d’intesa tra Comune e società del Gruppo FS (FS Sistemi Urbani, RFI, FS Park), sottoscritto a inizio dicembre. L’intesa mette al centro l’abbattimento del cavalcavia pedonale e un disegno più ampio sull’ambito stazione. Quel ponte è diventato, negli anni, il simbolo di una cesura urbana e di un problema di sicurezza. Con un’infrastruttura descritta come inagibile e al centro di attese e polemiche.
Soldi spostati: “acquisto-lampo” dei terreni e opere essenziali
La rimodulazione mantiene il totale a 400mila euro, ma cambia il cuore della spesa: 280mila euro vengono destinati all’acquisizione dei terreni (le “Aree” attorno alla stazione) e il resto va su messa in sicurezza e sistemazione per rendere gli spazi disponibili “prontamente” all’uso pubblico. Il mandato agli uffici è chiaro: annullare gli atti della gara e procedere con gli adempimenti per il preliminare di vendita con le società firmatarie, così da sbloccare il nuovo assetto del progetto.
Cosa c’è nel “progetto stazione”: parcheggio e nuove connessioni
Nel racconto istituzionale, il Protocollo non riguarda solo il ponte: viene indicato anche un nuovo parcheggio da 200 posti auto e una nuova viabilità su via Visca e via Marche, insieme all’acquisto “a fasi” di aree nell’ambito stazione. È la cornice della cosiddetta rigenerazione urbana: più spazi ordinati, accessi ripensati, percorsi pedonali e ciclabili da riportare “a terra”, togliendo di mezzo il vecchio collegamento sopraelevato diventato impraticabile.
Lo scontro politico: carte, tempi e accuse incrociate
Sul tema, però, non c’è solo urbanistica: c’è politica pura. La vicenda è finita al centro di uno scontro durissimo in Consiglio comunale, con l’opposizione che ha contestato tempi e metodo, chiedendo maggiore condivisione degli atti prima del voto e denunciando un passaggio “troppo accelerato” su scelte che valgono soldi pubblici e trasformazioni permanenti. Dall’altra parte, la maggioranza rivendica la necessità di chiudere una fase e aprirne un’altra: mettere in sicurezza l’area e rendere disponibili spazi pubblici attorno alla stazione, portando a casa l’accordo con FS e spostando sul tavolo operativo il resto del lavoro.