Zingaretti e il PCI, siamo sicuri che sia solo una gaffe? (video)

Zingaretti pci

Riflesso antico e profondo rosso quello di Nicola Zingaretti che rilancia il PCI. Perché vuol dire che in testa quello rimane, oltre le dichiarazioni di facciata, altro che professarsi “democratico“. Comunista, un sogno di gioventù che si riaffaccia ora. Ma il problema è che lui può…

Provate a immaginare che cosa sarebbe accaduto se Giorgia Meloni avesse osato “sbagliarsi” dicendo di voler rifondare il Msi. O se Matteo Salvini avesse inneggiato alla libertà della Padania. Quanti articoli scandalizzati avremmo letto sul tema? Quanti intellettuali avrebbero promosso chissà quali petizioni per denunciare il pericolo alla porte dell’Italia?

Non fa ridere quel Pci di Zingaretti

Sì, c’è un tema che non può far ridurre tutto a barzelletta. Quella frase sfuggita in radio a Nicola Zingaretti sul Pci non può passare come una battutina su cui sorridere. Abbiamo dovuto assistere alla dilapidazione di soldi pubblici per commentare Nilde Jotti come il centenario del Pci, e vogliamo far finta che tutto sia così casuale?

In realtà a Zingaretti si perdona tutto, l’egemonia culturale rossa in questo paese è ancora potere reale e non riguarda semplicisticamente i governi, ma le viscere profonde della società. Ci si scandalizza per un fascismo che non c’è, si ignorano i comunisti che ci sono.

Qualcuno sostiene che la “finta” serve a Zingaretti per mandare segnali nel partito, dove deve farsi sentire contro i manovratori di corrente. Questi in massima parte vengono da quella Margherita democristiana specialista in manovre. Ma anche questa sarebbe una lettura troppo semplice e andrà invece sottoposta a verifiche ed esami di comportamento. Proprio come accade troppe volte a chi sta a destra.

Avanti popolo alla riscossa“ però mal si concilia col sostegno a Mario Draghi e anche questo rientra nei canoni di una linea barcollante di un Pd che va a zigzag nella politica attuale. Ai più suona strana anche la “riabilitazione” di Barbara D’Urso agli occhi del popolo rosso. 

Ma del resto, sono arrivati a Draghi dopo aver strillato o Conte o voto. È la loro doppiezza che non li abbandona mai. Occhio, che quel Pci non deve far tanto ridere. Non è proprio detto che si sia trattato di una gaffe.

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