“No Inceneritore”, Roma scende in piazza, nel mirino il progetto fortemente voluto da Gualtieri: il corteo sabato 3 ottobre


Contenuti dell'articolo

Roma scende in piazza contro l’inceneritore Acea di Santa Palomba, il grande impianto da 600mila tonnellate l’anno che il sindaco e commissario Roberto Gualtieri ha sostenuto come uno dei cardini della nuova strategia sui rifiuti della Capitale. Il 3 ottobre la protesta arriva nel cuore della città: il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e raggiungerà piazza Barberini.

Il maxi-impianto scelto per chiudere il ciclo dei rifiuti

L’inceneritore previsto a Santa Palomba avrà una capacità di trattamento di circa 600mila tonnellate di rifiuti ogni anno. La realizzazione è stata affidata al raggruppamento guidato da Acea Ambiente, insieme agli altri partner riuniti nella società RenewRome. L’investimento complessivo indicato è nell’ordine del miliardo di euro, mentre la concessione si estende per oltre trent’anni.

Per Gualtieri l’opera rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre il ricorso agli impianti fuori Roma e rendere la Capitale più autonoma nella gestione dei rifiuti. Proprio questa impostazione, però, è da tempo al centro delle contestazioni dei comitati contrari all’inceneritore.

Per i manifestanti è il simbolo della linea Gualtieri

La mobilitazione del 3 ottobre nasce per contestare proprio questa scelta. Zero Waste Italy e le altre realtà coinvolte accusano l’amministrazione capitolina di aver puntato su un modello basato sull’incenerimento invece di accelerare maggiormente su riduzione dei rifiuti, recupero dei materiali, riciclo ed economia circolare.

Secondo i promotori della protesta, l’inceneritore è ormai diventato il simbolo della politica sui rifiuti portata avanti da Gualtieri. Nel mirino finiscono anche le forze politiche che, secondo gli organizzatori, hanno sostenuto o non contrastato apertamente il progetto, a partire dal Partito Democratico.

La protesta si allarga oltre Roma

Il corteo non resterà un appuntamento soltanto romano. Dopo l’arrivo a piazza Barberini, dalle 14.30 è previsto un incontro nazionale nella sede della CGIL di via Barberini, con la partecipazione annunciata di comitati e associazioni impegnati contro diversi progetti di incenerimento in altre regioni italiane.

L’obiettivo dichiarato è creare un fronte comune tra vertenze diverse, dalla Toscana alla Sicilia, passando per Marche, Umbria e Liguria. La battaglia contro Santa Palomba diventa così una delle tessere di una mobilitazione più ampia contro l’utilizzo dell’incenerimento nella gestione dei rifiuti.

Santa Palomba, le contestazioni sul cantiere

Nel confronto sull’impianto sono entrati negli ultimi mesi anche altri temi. I comitati hanno richiamato l’attenzione sui ritrovamenti archeologici emersi nell’area e su segnalazioni riguardanti rifiuti e materiali contenenti amianto nei dintorni del cantiere.

Zero Waste Italy, insieme ad altre associazioni, ha inoltre presentato un esposto alla Procura sollevando dubbi su alcuni passaggi della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Si tratta di contestazioni sulle quali spetterà agli organi competenti stabilire eventuali responsabilità o irregolarità.

Il 3 ottobre lo scontro diventa anche politico

Ed è proprio questo il punto destinato a rendere il corteo particolarmente significativo. Per i manifestanti l’inceneritore Acea non è più soltanto un impianto industriale: rappresenta una precisa scelta politica compiuta dall’amministrazione Gualtieri per il futuro dei rifiuti di Roma.

Da una parte il Campidoglio sostiene che il termovalorizzatore servirà a chiudere il ciclo dei rifiuti e ridurre la dipendenza dagli impianti esterni. Dall’altra comitati e associazioni chiedono un modello radicalmente diverso, maggiormente fondato su recupero e riciclo.

Il 3 ottobre, nel centro di Roma, queste due visioni torneranno così a scontrarsi. E mentre a Santa Palomba il progetto continua il suo percorso, l’opposizione all’inceneritore punta a trasformare la contestazione ambientale in uno dei temi politici più difficili per Gualtieri nei prossimi mesi.